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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 742
RAGUSA - 18/01/2012
Attualità - Francesco Aiello parla invece di "iniziative che fomentano lo scontro sociale"

Mariano Ferro: "La Sicilia si è svegliata, ora fatti concreti"

Il coordinamento delle associazioni che sostengono la protesta si riunisce a Catania per decidere il da farsi alla luce della grande manifestazione

Mariano Ferro è il punto di riferimento della protesta. Da tre giorni corre da un punto all’altro della Sicilia. Non tradisce stanchezza ed ha alcune certezze: «La protesta è andata al di là di ogni aspettativa già dopo due giorni. Se ne stanno accorgendo tutti. Siamo diventati importanti e la nostra isola si è svegliata dopo anni che è stata vilipesa e dimenticata soprattutto dalla sua classe politica.

Cosa dice ai manifestanti sulle strade?
"Due cose innanzitutto: stare calmi, niente nervosismi perché altrimenti siamo sbattuti in prima pagina per i motivi sbagliati nonostante questa grande mobilitazione. Non dobbiamo consentire che si dica che questa è una protesta antidemocratica. Non operiamo blocchi ma solo rallentamenti, cerchiamo il dialogo".

A cosa puntate?
"Dobbiamo portare a casa qualcosa di concreto. Non possiamo restare con le mani vuote dopo aver messo su questo grande movimento. Sediamoci attorno ad un tavolo e parliamo; non promesse perché negli anni ne abbiamo avute abbastanza. Solo fatti concreti su benzina e sostegno allo sviluppo. La politica mi appare oggi impotente e non si rende conto che questa mobilitazione non è fatta solo di uomini e mezzi ma è culturale ed è destinata a restare storica".

Francesco Aiello
, uno che di mobilitazioni e proteste ne ha cavalcate molte, dice la sua: "Le forme di ribellismo a cui stiamo assistendo in occasione della manifestazione «Forza d’urto» non solo esprimono confusamente la voglia di protesta della nostra isola ma rischiano anche di incanalare nell’alveo della contestazione settori della società siciliana che potrebbero inquinare la legittimità delle rivendicazioni.

Il sicilianismo che da tempo teorizzo – aggiunge Aiello – con scelte chiare e nette che hanno cercato di portare in primo piano le esigenze del nostro territorio, non può essere messo a repentaglio da una serie di iniziative che, nell’esasperazione del momento complessivo, fomentano lo scontro sociale in Sicilia e, peggio ancora, rischiano di determinare episodi spiacevoli come quelli che si sono già verificati in queste ultime ore.

Ecco perché chiediamo un senso di responsabilità nell’attuazione di una protesta che non ci lascia indifferenti ma che certo non potrà mai risolvere tutti i problemi con cui, ormai da tempo, la nostra isola è costretta a confrontarsi. Il timore, inoltre, è che forze delinquenziali e mafiose, che nulla hanno a che vedere con il movimento degli agricoltori, approfittino di questo momento per creare ancora più caos e indirizzare politicamente alcune correnti della protesta».


18/01/2012 | 16.55.21
simone[_]SR

Siamo in un paese democratico? Quindi hanno diritto a protestare? si ma il loro comportamento è antidemocratico e incivile, esercitando forza e violenza; impedendo il traffico e imponendo il blocco anche a chi non vuole aderire con percosse, calci alle automobili e pure coltellate (fortunatamente in un solo caso ad oggi). Alla faccia della democrazia. Oltre che sbagliata, la ritengo assolutamente sterile e infruttuosa. Anzichè perpetrare violenza sull´ incolpevole automobilista passante di turno, che vadano alla Regione o al Parlamento. E´ lì che si legifera.