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RAGUSA - 17/01/2012
Attualità - Il manager dell’Asp 7 si toglie qualche sassolino dalla scarpa

Gilotta su ospedali: "E´ caos perchè manca il piano di riordino"

Il direttore generale pronto a incontrare il prefetto Cagliostro. E spiega perché si sono verificati i disagi ospedalieri
Foto CorrierediRagusa.it

Il manager Ettore Gilotta (nella foto con Raffaele Lombardo durante l’inaugurazione dell’ospedale di Vittoria) accetta il confronto con istituzioni e sindacati anche nella sede del palazzo del Governo. «Quando il prefetto Giovanna Cagliostro vorrà sono pronto al confronto»- scrive il direttore generale dell’Asp 7. Perché la situazione al «Guzzardi» di Vittoria, l’ospedale di trincea nella città più turbolenta della provincia di Ragusa potrebbe degenerare e contagiare altri centri. Perché intolleranza, insofferenza, arroganza e maleducazione sono atteggiamenti molto contagiosi. Prevenire finché si è in tempo, parola d’ordine nella sanità.

Vittoria ha superato ogni limite. L’infermiere cerca di calmare gli animi e fare rispettare i turni dei più «impazienti»? Si becca un cazzotto in bocca e si fa medicare e refertare scavalcando tutti e d’urgenza nello stesso reparto. «Vittoria è fatta così- dice il primario del Pronto soccorso Francesco Palumbo nel prendere atto della carenza del personale quale causa di ciò che sta succedendo- ma non lo fanno solo in ospedale; anche gli ispettori addetti al controllo delle aziende agricole, per esempio, anziché i registri ricevono bastonate».

Torniamo al direttore generale Gilotta, intervenuto con una nota a sua firma, meritevole di molta attenzione, per mettersi a disposizione del prefetto Giovanna Cagliostro, della concertazione sindacale, ma soprattutto per spiegare i tanti perché della carenza di personale. «L’attuale dotazione organica del Pronto soccorso di Vittoria- scrive Gilotta- prevede 14 infermieri: degli stessi, due unità, non prestano servizio per eventi improvvisi e non prevedibili; secondo, stiamo procedendo alla loro sostituzione con l’approvazione di un’apposita graduatoria per sostituzione e incarichi temporanei, poiché la graduatoria dove si attingeva per le eventuali sostituzioni è scaduta il 31 dicembre 2011; terzo, entro la prossima settimana si approverà detta graduatoria e si conferiranno tutti gli incarichi necessari a garantire il normale servizio al Pronto soccorso; quarto, in sede di incontro sindacale saranno discussi i fabbisogni per l’attivazione dell’Obi (Osservazione breve); quarto, la carenza del personale infermieristico, sia al Pronto soccorso di Vittoria, sia in tutti i reparti ospedalieri, è appesantita, comunque, dalle gravi difficoltà incontrate nella procedura per la rimodulazione delle Unità di Pronto soccorso di Scicli e Comiso, come era nelle previsioni del Piano di riordino regionale susseguente alla legge regionale 5/09. La riorganizzazione di tali unità operative avrebbe consentito di disporre del relativo personale infermieristico da destinare alle altre unità operative».

Sante parole, queste ultime di Gilotta. Il manager ha detto papale papale che la mancata attuazione del piano di riordino, ovvero l’accorpamento del personale degli ospedali di Scicli a Modica e di Comiso a Vittoria (previsto dalla legge regionale 5/09), ha determinato il caos e l’anarchia di cui ora si lamentano i sindacati autonomi e confederali. Il che significa, Gilotta ci corregga se sbagliamo, che c’è personale che si gratta la pancia e personale che per il troppo lavoro sta chiedendo il ricovero in Psichiatria. Perché i pronto soccorso di Scicli e Comiso devono rimanere aperti, altrimenti i sindaci e gli onorevoli X, Y e Z imbracciano i forconi per evitare lo «smantellamento della sanità della Contea e Ipparina».

Il gioco delle parti
Tesi, antitesi, sintesi: c’è una legge del governo Lombardo che vuole la razionalizzazione della sanità; c’è la protesta della politica locale che non vuole cedere un solo vano del proprio appartamento ospedaliero; c’è l’impotenza del manager che vorrebbe attuare la legge ma gli viene impedito dalla politica locale; c’è l’impotenza del governo regionale che non riesce a fare applicare una norma che ha varato. C’è la forza della politica che si vanta di salvare il proprio territorio. C’è Lombardo che non può andare contro la deputazione che a Palermo salva il suo governo; c’è il manager che è stato nominato da Lombardo e non può andare né contro il governatore né contro la deputazione che a Palermo funge da stampella al governo Lombardo. C’è la sanità distrutta e difesa al contempo dagli stessi soggetti che abbiamo poc’anzi citati. Così è, se vi pare!


19/01/2012 | 15.50.34
pietro

Salve,veniamo al succo della situazione.
nel 2011 è stato indetta la mobilità interregionale ove tanti infermieri che lavoravano in altre regioni sono riusciti a rientrare in sicilia per la carenza di personale sanitario ma la provincia di ragusa è stata una delle provincie che non ha dato posti e quindi non si è potuta creare una graduatoria per chiamare gli infermieri al fine di coprire i posti vacanti.
Ecco cosa si dovrebbe fare visto la mancanza di personale e visto che in questo periodo altri infermieri andranno in pensione :
1)bando di mobilità regionale per titoli (questo permetterebbe agli infermieri di origine ragusana di potersi spostare dalle altre provincie siciliane verso la propria provincia), questo bando deve essere pubblicato nella gazzetta ufficiale nazionale e non sulla gazzetta ufficiale della regione siciliana.
2)se la copertura dei posti vacanti non dovesse esser completata con la mobilità regionale si passerà a bandire la mobilità interregionale per titoli.
grazie