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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 928
RAGUSA - 11/01/2012
Attualità - Spiazzante presa di posizione del Monsignore

"Sì alle coppie gay": lo dichiara il Vescovo di Ragusa Paolo Urso

"Quando due persone decidono, anche se sono dello stesso sesso, di vivere insieme, è importante che lo Stato riconosca questo stato di fatto. Che va chiamato con un nome diverso dal matrimonio, altrimenti non ci intendiamo" Foto Corrierediragusa.it

Il Vescovo di Ragusa Monsignor Paolo Urso (foto) si dice favorevole alle coppie omosessuali. "Sono convinto - dice il Vescovo - che la Chiesa debba essere una casa dalle porte aperte per tutti. Per gli immigrati, che sbarcano sulle coste di Pozzallo, per le donne in fuga da mariti violenti, per chi è omosessuale e si sente escluso".

"La fede dei ragusani è convinta e affonda le sue radici in una formazione seria delle coscienze. In diocesi abbiamo due chiese, dove è possibile partecipare all’adorazione eucaristica perpetua, trecentosessantacinque giorni all’anno. Ad ogni ora c’è sempre qualche fedele in preghiera. È il segno di un bisogno corale di trovarsi in silenzio davanti a Gesù eucarestia".

Per gli omosessuali la convivenza civile è l’unica soluzione possibile per poter vivere stabilmente una relazione. Non crede che l’Italia abbia bisogno di un riconoscimento normativo per queste situazioni?

"Quando due persone decidono, anche se sono dello stesso sesso, di vivere insieme, è importante che lo Stato riconosca questo stato di fatto. Che va chiamato con un nome diverso dal matrimonio, altrimenti non ci intendiamo".

"Uno Stato laico come il nostro non può ignorare il fenomeno delle convivenze, deve muoversi e definire diritti e doveri per i partner. Poi la valutazione morale spetterà ad altri".

Per Il Catechismo cattolico l’omosessualità resta ´oggettivamente disordinata´.

"La Chiesa fa le sue valutazioni, ma ciò non toglie che deve sempre essere una casa dalle porte aperte, anche per i gay e le lesbiche. Non va confuso il peccato con il peccatore".


OPINIONE PERSONALE O VERITA’ BIBLICA?
18/01/2012 | 12.06.24
Emmanuel

Ci chiediamo: se allo Stato laico spetta di non ignorare il «fenomeno delle convivenze» e ad altri spetta la «valutazione morale», su quale base essa verrà fatta? Si valuterà sulla base soggettiva delle proprie idee personali, che sicuramente vanno rispettate come quelle di tutti, oppure su quella oggettiva dell’insegnamento biblico della Parola di Dio? Per una Chiesa Cristiana fedele a tutto l’evangelo, il punto della discussione non è che cosa dice o pensa il vescovo o chicchessia, ma che cosa dice e insegnano le Sacre Scritture che, fino a prova contraria, continuano ad essere il testo ufficiale dei cristiani e la regola principale della nostra fede e condotta. La storia ci insegna come nel corso dei secoli, l’uomo si è macchiato di gravissimi errori dottrinali e di valutazione che hanno causato dolore e sofferenza ad intere popolazioni, fino a violare e calpestare anche i più elementari diritti civili e di libertà. La guida e il pensiero umano, alquanto emancipato possa essere, non ci sembra così affidabile ed infallibile, ma reprensibile e da sottoporre allo scrutinio attento di un Codice più alto che è la Sacra Scrittura. Secondo la Prima Lettera di San Pietro al cap. 1 versi 20 e 21, la Scrittura non «va soggetta a privata spiegazione» (CEI), in quanto essa è ispirata dallo Spirito Santo e, per interpretarla, si dovrebbe dipendere dalla Sua guida, senza tralasciare ovviamente i fondamentali principi dell’interpretazione esegetica e filologica. Diversamente, abbiamo facoltà di credere e di dire quello che vogliamo, ma a questo punto forse non dovremmo presentarci come «guide» della chiesa, ma come dei semplici laici liberi di esprimere le nostre idee e opinioni personali. Vivendo in un tempo di confusione dottrinale, il nostro auspicio è che ogni valutazione morale venga fatta alla luce della verità della Parola di Dio perché, così come ha detto Gesù, solo quando conosceremo la Verità saremo veramente liberi.


grazie
13/01/2012 | 12.02.29
veronica

condivido a pieno l´esternazione del Vescovo.....
Siamo tutti figli di Dio e come tali dobbiamo essere trattati.
Mi fa ridere che si permetta a delinquenti drogati mafiosi corrotti violenti e altre categorie simili di entrare in chiesa prendere l´EUCARISTIA e battersi il petto....mi fa ridere, o meglio piangere, chi giudica e addita una persona che AMA!!!


13/01/2012 | 9.25.14
Laura

Gesù disse: "Dai frutti riconoscerete gli alberi...". Mi viene un dubbio: il nostro vescovo è ispirato dallo Spirito Santo..????


Il Vescovo guida il proprio gregge
12/01/2012 | 22.16.48
Ignazio Giunta

Il Vescovo parla sempre ex cathedra, anche se non può dirsi infallibile come il PAPA, ma spetta a lui dare insegnamenti ed esempi, a noi ascoltarlo e pregare in silenzio di poter seguire le sue indicazioni.


segno di rinascita
12/01/2012 | 21.16.00
gloria

CREDO, CHE FINALMENTE LA CHIESA COMINCIA A VALUTARE CHE TUTTI SONO figli di DIO! a prescindere. e un segno di rinascita e di grande cultura. sono pienamente daccordo con il" vescovo" che lo stato..... debba prendere seriamente in considerazione le unioni civili. poi il giudizio morale appartiene a DIO! E QUINDI MI RIFERISCO ALLE PAROLE DETTE DAL" VESCOVO" CHE NON VA CONFUSO (IL PECCATO DAL PECCATORE).