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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:31 - Lettori online 1386
RAGUSA - 09/01/2012
Attualità - La graduatoria è stata stilata dalla CGIA di Mestre, Sicilia fanalino di coda

Ragusa: per pagare i fornitori Asp servono da 7 a 12 mesi

L’Azienda 7 impiega 217 giorni ed è seconda in Sicilia, all’Azienda ospedaliera servono invece ben 360 giorni
Foto CorrierediRagusa.it

Per saldare le fatture emesse dai fornitori di dispositivi medici l’Asp 7 di Ragusa impiega sette mesi; fa peggio l´Azienda riunita degli ospedali "Civile" (nella foto) ed "Arezzo" di Ragusa perché in questo caso i fornitori devono attendere quasi un anno, 360 giorni per l’esattezza.

E’ la graduatoria stilata dalla Cgia di Mestre in merito ai tempi di pagamento delle varie aziende ospedaliere italiane. L’Asp 7 non va male con i suoi 217 giorni visto che si piazza al 172mo posto su 286 e nella lista delle peggiori aziende pagatrici è a metà classifica preceduta in Sicilia in meglio solo dall’azienda Umberto 1° di Siracusa che impiega 98 giorni per pagare.

In Sicilia è un autentico disastro perché i fornitori dell’ospedale Garibaldi di Catania devono attendere 880 giorni, 800 quelli del Papardo di Messina, 559 per l’Asl 1 di Agrigento. La media siciliana delle attese si attesta su 285 giorni per cui l’Asp 7 è ben avanti anche se lontanissima dai 46 e 23 giorni rispettivamente dall’azienda ospedaliera di Crema in Lombardia e Mondovì in Piemonte.

Spetta all’Azienda sanitaria locale di Napoli 1 Centro invece la maglia nera dei tempi di pagamento: per saldare le fatture emesse dai fornitori di dispositivi medici, questa Asl impiega 1.676 giorni (poco più di 4 anni e 7 mesi). Al San Sebastiano di Caserta, invece, l’attesa è leggermente inferiore: i pagamenti vengono onorati dopo 1.414 giorni (poco più di 3 anni e 10 mesi), mentre all’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, ne occorrono 1.335 (3 anni e 8 mesi).

Sono queste le tre Asl peggiori pagatrici d’Italia, secondo una analisi effettuata dalla CGIA di Mestre che fa così emergere un malcostume tipicamente italiano: i lunghissimi tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione.

«In Italia – segnala Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – solo due Asl su 286, pari allo 0,7% del totale, pagano i propri fornitori di dispositivi medici entro la soglia dei 60 giorni, così come previsto dalla recente Direttiva Europea che il nostro Parlamento deve ancora recepire. Queste due realtà meritano quanto meno una menzione: sono l’Azienda ospedaliera di Crema e l’Asl 16 di Mondovì. La prima salda i propri debiti in 46 giorni, la seconda in 23.»

«Questa anomalia tutta italiana – conclude Giuseppe Bortolussi – deve terminare. Questi ritardi influiscono negativamente sulla liquidità e stanno complicando la gestione finanziaria delle imprese fornitrici. Inoltre, questi effetti negativi sono aumentati considerevolmente proprio in questi ultimi mesi di recessione economica, visto che l’accesso a qualsiasi forma di credito è diventato più difficile. Di regola, le Pubbliche amministrazioni, godono di flussi di entrate certe, prevedibili e continui rispetto alle imprese private. Per questo non sono più tollerabili questi tempi di pagamento, oltre a mettere in grosse difficoltà le aziende interessate, moltissime Asl stanno creando delle distorsioni alla concorrenza non più giustificabili».