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RAGUSA - 05/01/2012
Attualità - Il sindaco Nello Di Pasquale rompe ogni indugio ed applica la legge 214 del governo Monti

Liberalizzati gli orari, si apre quando si vuole

Interessati in particolare centri commerciali, ristoranti, pizzerie, alimentari

Nello Dipasquale rompe gli indugi. La deregulation sugli orari di apertura e chiusura è operativa già dal primo gennaio. Plaudono al sindaco le associazioni dei consumatori, non sono d’accordo le associazioni di categoria ma il sindaco non ha fatto altro che applicare la legge 214 del 22 dicembre scorso con la quale al settore commerciale si applica la liberalizzazione disposta dal governo nazionale per quanto riguarda gli esercizi commerciali ed i pubblici esercizi sul territorio.

L’ordinanza infatti recita che sono liberalizzati « gli obblighi di rispetto degli orari di apertura e chiusura, della chiusura domenicale e festiva, della giornata della giornata di chiusura infrasettimanale per il commercio al dettaglio, per la somministrazione di alimenti e bevande, vendita di quotidiani e periodici e distribuzione di carburante». L’ordinanza non riguarda solo negozi e centri commerciali ma anche bar, rosticcerie, pizzerie, alimentari.

Il sindaco si è deciso a bruciare i tempi perché la nuova legge ha completamente eliminato ogni riferimento al carattere sperimentale, che, invece, era stato previsto nel decreto legge del 2006 del governo Berlusconi in riferimento ai soli comuni turistici e città d´arte. La nuova norma riguarda, in modo indiscriminato, tutti i comuni italiani e scavalca anche le competenze regionali sulla materia.

I primi ad adeguarsi alla nuova ordinanza del sindaco Nello Dipasquale sono stati i centri commerciali dove sono apparsi già i cartelli «aperti tutte le domeniche».

Dal canto suo l’assessore al Commercio Sonia Migliore ha convocato per venerdì 113 il tavolo comunale anticrisi per «Monitorare in tempo reale l´economia della città – dice l’assessore - e cercare di supplire alle esigenze che verranno fuori dagli incontri costanti all´interno dello stesso tavolo. Si dovrà, quindi, cercare di fare in modo che la crisi e gli effetti della nuova normativa diventino un´opportunità di sviluppo e non un´ulteriore penalizzazione del settore del commercio».