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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 882
RAGUSA - 27/12/2011
Attualità - Il bilancio di un anno dell’ex presidente del Consorzio

Alescio, ultimo presidente Asi: bilancio e liquidazione

L’ex presidente: «Nel rispetto delle direttive di Confindustria. Non lascio un carrozzone ma un’eredità attiva pari a 800 mila euro e un bilancio di previsione 2012, unico caso in ambito regionale, con opere cantierabili per 272 milioni di euro»
Foto CorrierediRagusa.it

Non l’ha mai considerato un carrozzone ma un ente che avrebbe potuto dare un grande impulso economico contro la crisi se gestito col criterio del buon imprenditore privato che punta a spendere bene e con parsimonia i soldi della collettività. E i conti, a bilancio approvato, risultato in attivo. Ottocento mila euro di avanzo d’amministrazione e 272 milioni di opere cantierabili inseriti nel bilancio di previsione approvato.

Questo è l’Asi che l’ultimo presidente del consorzio Rosario Alescio (foto) lascia ai futuri liquidatori che la Regione vorrà nominare. L’ufficialità delle dimissioni è giunta subito dopo l’approvazione del bilancio avvenuta nel corso dell’ultima seduta del Consiglio generale del Consorzio. Come promesso.

Presidente, non dica che è uscito dalla zona industriale senza una punta di amarezza
«Amarezza non direi, semmai il rammarico di non aver potuto completare le opere che solo nell’arco di un anno siamo riusciti a mettere in cantiere con la direzione e il Cda. Ma io sono un uomo di squadra, ho seguito le direttive della Confindustria e credo d’avere deciso per il meglio».


Fra tanti bilanci di aziende pubbliche «rigorosamente rosso», quello dell’Asi è solido. E’ un’anomalia?
«Sì, i numeri non fanno opinione, sono inconfutabili. In 365 giorni di intenso lavoro vorrei ricordare, tra le varie attività di programmazione, l’attivazione delle procedure per la creazione del terzo polo industriale a macchia di leopardo tra Vittoria, Santa Croce Camerina e Chiaramonte Gulfi. Abbiamo poi portato avanti altre significative scelte per potenziare le aree industriali di Ragusa e di Modica/Pozzallo e poi una serie di progetti che sono fiore all’occhiello, come l’area industriale sostenibile dal punto di vista ambientale attraverso il progetto Meid».


Se avesse saputo che questa esperienza si sarebbe conclusa in un anno solare avrebbe accettato?
«Ha detto bene, è un’esperienza. Le esperienze, positive o negative si fanno, perché aiutano a capire e a crescere. Mi piace soffermarmi sulle cose fatte quantunque la crisi e le difficoltà. Tra gli interventi da menzionare c’è sicuramente quello teso al miglioramento della sicurezza delle nostre imprese. Abbiamo preso in carico il progetto di potenziamento della videosorveglianza e dell’illuminazione delle varie zone industriali, con particolare riferimento all’area di Ragusa e Pozzallo, impegnando un milione e mezzo di euro per un progetto già approvato e che potrà diventare operativo nei primi mesi del nuovo anno».

Qual è secondo lei l’ostacolo maggiore per chi vuole fare impresa e per chi deve gestire un ente pubblico o privato con oculatezza?
«E’ un concetto che ho espresso più volte e in diverse occasioni come imprenditore: la burocrazia. Quando è esasperata diventa il vero freno a mano, la zavorra dello sviluppo economico. Se non ci si rendiamo conti tutti insieme di questo handicap non avremo futuro, andremo incontro al disastro ineluttabilmente. Ma io sono un inguaribile ottimista, i miei amici spesso me lo fanno pesare come un difetto, per cui non mi arrendo e vado avanti».

E l’Asi dove andrà?
«Dove la porterà Giovanni Scucces, il mio vice, che ringrazio per la collaborazione fornita, insieme ai colleghi del direttivo e del Consiglio, al direttore Franco Poidomani. Dove andrà? Verso il commissariamento voluto dalla Regione».