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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1617
RAGUSA - 24/12/2011
Attualità - Abbigliamento ed oggettistica in forte calo, resiste l’elettronica

Prezzi alti e consumi bassi: è Natale della preoccupazione

I messaggi augurali dei vescovi di Ragusa, Mons. Paolo Urso, e di Noto, Mons. Antonio Staglianò
Foto CorrierediRagusa.it

E’ un Natale austero tra crisi, spread e preoccupazione per il futuro. L’economia non tira, i salari non crescono e le famiglie devono far quadrare i bilanci. Gli effetti si vedono subito nei negozi con file contenute e senza assalti alle casse (nella foto).

Secondo le stime della Confindustria regionale l’abbigliamento è in calo del 30 per cento, l’oggettistica del 20 ed il settore di elettronica ed elettrodomestici segna il –10. Il consumatore si è orientato verso prodotti duraturi e di qualità, senza concessione alcuna alla moda o all’oggetto di tendenza. Chi spende insomma ha cercato quelle certezze che non ha magari nella vita di ogni giorno. Per i commercianti questo Natale non passerà certo alla storia. Per alcuni è il peggiore degli ultimi ventanni; bisogna infatti andare al 92’ per registrare un clima assimilabile a quello di quest’anno.

Per i regali sotto l’albero le famiglie, anche in questo caso, hanno scelto pensierini piuttosto che doni impegnativi. E’ un trionfo di calze, pigiami, maglioncini e cravatte, anche se cashmere e seta sono stati banditi perché troppo costosi.

C’è qualche residua speranza nei saldi che saranno anticipati al 5 gennaio anche se qualcuno sottobanco ha cominciato a praticare gli sconti alla clientela più affezionata nel tentativo di rintuzzare gli effetti negativi della crisi. Anche nelle piazze dei vari comuni il clima di rigore si sente; rispetto ai tanti presepi viventi degli anni passati resistono solo quelli di Monterosso e Giarratana; le luminarie sono state limitate al minimo e gli intrattenimenti, concerti e spettacoli, offerti dagli enti locali per attirare pubblico e turisti sono ridotti allo stretto necessario.

Chi ha potuto ha affidato a gruppi e compagnie locali gli spettacoli per Natale e Capodanno ma senza nomi altisonanti. Piangono anche le agenzie di viaggio perché parte sempre meno gente; resiste la crociera nel Mediterraneo ed i viaggi d’elite per una clientela di fascia alta che non è toccata comunque dalla crisi.

Coma da tradizione il vescovo di Ragusa, Mons Paolo Urso e quello di Noto, Mons. Antonio Staglianò, hanno rivolto i loro auguri alla comunità. Dice Mons. Urso: «Proprio per la grave crisi che colpisce la nostra società, per i tanti problemi economici, sociali e politici che rendono inquieta la nostra vita, proprio per questo abbiamo bisogno dell´augurio di buon Natale. Questo non è una facile e ingenua evasione dalla realtà. E´ un grido di speranza, un incoraggiamento a "rimetterci in piedi" con la certezza che Dio non è insensibile alla nostra sofferenza. Il mio augurio vuole essere un invito a far entrare il Natale nella vita e a consegnare al Bambino, che nasce a Betlemme, le nostre preoccupazioni e le nostre ansie. Scambiamoci gli auguri, vogliamo che il Natale illumini con la sua luce i vari ambiti della nostra esistenza, diradando le tenebre che rendono incerti i nostri passi. Vogliamo vivere il Natale come la rivelazione del nostro Dio, che, facendosi uomo, ci prende per mano per educarci alla libertà e all´amore».

Mons. Staglianò nel suo messaggio si rivolge ai fedeli parlando di «Un avvento vero per un Natale santo. Bisogna vivere bene questi momenti «forti» per i cristiani. Non dovrebbe bastare andare a messa la domenica per obbedire al comandamento di Dio che chiede di santificare la festa, ma sarebbe utile tracciare un elenco di opere di misericordia corporali – sempre insieme ad altri - che nella parrocchia, tutta la comunità dovrebbe vivere per onorare realmente il comandamento del Signore».