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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1082
RAGUSA - 15/12/2011
Attualità - Quasi un milione di euro dovuto all’Università di Catania

Il rettore Recca: "A Ragusa il decentramento non funziona"

Il presidente del Consorzio universitario Enzo Di raimondo pretente rispetto "Pagheremo"
Foto CorrierediRagusa.it

Botta e risposta a distanza tra il presidente del Consorzio universitario di Ragusa Enzo di Raimondo ed il rettore Antonio Recca. «Pretendiamo rispetto – ha detto Di Raimondo in sede di conferenza stampa «La convenzione va rispettata risponde da Catania il rettore, che aggiunge «A Ragusa il decentramento non funziona, meno male che non abbiamo attivato altri corsi».

Se questa non è una liquidazione dell’esperienza di lingue ad Ibla poco ci manca. Di Raimondo non nega di dovere ancora all´Università di Catania 959 mila euro ma rilancia «Siamo sotto una convenzione capestro perché scadenze e importi sono difficilissimi da onorare con le date previste, chiediamo comprensione «Catania – spiega Di Raimondo – ha la certezza di avere fino all´ultimo euro. E´ garantita dai bilanci di Comune e Provincia e dal contributo della Regione. Questo arriverà a maggio. Abbiamo una parte dei fondi del Comune, che, al momento, è in ritardo. Ci deve dare 720 mila euro. La provincia ha già fatto un mandato di 300 mila euro. Non sappiamo quando materialmente avremo i fondi, ma abbiamo la certezza che ci sono». Il presidente ricorda, poi, che «al 30 settembre abbiamo pagato sino all´ultimo euro. Non siamo puntuali solo perché, siamo disallineati rispetto alle scadenze dei soci».

Gianni Battaglia insiste «Mi sono stufato di fare il parafulmine di una vicenda che ha altri protagonisti. Sono l´Università ed i soci, mentre il Consorzio è in mezzo. Nessuno può prendersela con il Consorzio. Lo potrebbe fare se avessimo i soldi e non li avessimo trasferiti. La verità è che abbiamo un debito pregresso, ma anche un credito pregresso».

E per recuperare questo, il Consorzio si sta muovendo, anche ricorrendo ai decreti ingiuntivi. Antonio Recca non sembra convinto da assicurazioni e promesse. Ha informato il Ministero e la Regione della situazione di stallo venutasi a creare.

«Il Consorzio – dice il rettore – è inadempiente e la cosa grave è che l’inadempienza non è saltuaria ma continua. Non mi pare che queste condizioni aiutino a studiare e a rendere le famiglie serene».

E siamo appena all’inizio dell’anno accademico!


La diffida del rettore

L’ennesima diffida di pagamento. L’ha inviata il rettore dell’università di Catania, Antonio Recca, (nella foto) al presidente del Consorzio universitario di Ragusa, Enzo Di Raimondo, al presidente della Provincia regionale e al sindaco di Ragusa. Il rettore chiede quasi un milione, 859.315 mila euro per essere precisi, oltre agli interessi, che devono essere versati entro il 20 dicembre.

Nel caso di inadempienza, ha scritto Antonio Recca, l’università adirà le vie legali per il recupero del credito e procederà alla risoluzione dell’accordo transattivo, nella parte relativa ai corsi di laurea di Lingue.

Nella lettera inviata ieri dal rettore Antonino Recca ai responsabili dei tre enti iblei, e per conoscenza al Ministero dell’Università e al Collegio dei Revisori dei Conti dell’Ateneo catanese, si legge infatti, che «l’Ateneo ha già notificato al Consorzio di Ragusa un decreto ingiuntivo di pagamento di 650.000 euro, dovuti, ai sensi dell’art. 2 dell’accordo con transazione, quale seconda rata del piano di rientro – esercizio finanziario 2011 – per tutti i corsi di laurea tenuti a Ragusa sino all’anno accademico 2009/2010».

Inoltre, la Provincia ed il Comune di Ragusa non hanno corrisposto, entro il termine convenzionale del 31 ottobre 2010, la seconda rata, pari a 700 mila euro, relativa ai corsi di studio delle facoltà di Agraria e di Giurisprudenza per l’anno accademico 2010/2011, nonché la prima rata, pari a 1 milione e 12.500 euro, relativa ai corsi di studio della facoltà di Lingue e letterature straniere per l’anno accademico 2011/2012. Detratta la somma di 753.184,25 euro, corrispondente al 70 per cento delle tasse studentesche, il debito verso l’Ateneo ammonta pertanto proprio ai 959 mila euro richiesti con la nuova lettera di diffida.

Tutto da vedere cosa faranno ora le amministrazioni locali chiamate in causa alla luce delle difficoltà economiche in cui versano sia la Provincia sia il comune. Il futuro di Lingue ritorna dunque in forte dubbio e Catania è pronta a fare marcia indietro e riprendersi una facoltà che ha ceduto comunque a malincuore.