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RAGUSA - 12/12/2011
Attualità - La road map verso l’apertura dell’aeroporto di Comiso

Punti fermi in Prefettura per l´operatività del "Magliocco". Minardo e Garofalo: "Tutto ok"

Il punto di partenza della riunione è stato la presa d’atto che proprio la scorsa settimana lo scalo è stato consegnato, seppur non in modo formale alla società di gestione Soaco
Foto CorrierediRagusa.it

La road map verso l’apertura dell’aeroporto di Comiso (foto) ha vissuto la seconda tappa al tavolo convocato dal prefetto di Ragusa, Giovanna Cagliostro. Ancora una volta tutti hanno risposto presente alla convocazione del prefetto; così era stato tre settimane fa e tutti gli attori si sono ritrovati ieri con dati e carte aggiornate.

Il punto di partenza della riunione è stato la presa d’atto che proprio la scorsa settimana lo scalo è stato consegnato, seppur non in modo formale alla società di gestione Soaco. Il presidente Dibennardo ha confermato che molta documentazione necessaria per ottenere il visto dell’Enac è ormai in fase avanzata; la Soaco ha anche confermato che sono state definiti i bandi per gli affidamenti dei servizi e per la stipula dei contratti. Resta ancora sul piatto il nodo della copertura finanziaria per gli uomini radar.

"Dalla firma della convenzione ci vorranno sei mesi - ha detto il responsabile siciliano dell´Enav Michele Bufo - per mettere a punto il servizio di controllo del volo, provvedendo all´adeguamento della torre di controllo e alla formazione del personale". Un altro aspetto è il costo del servizio per un´operatività di 12 ore al giorno. Secondo alcune stime per due anni ci vorrebbero almeno 4,5 milioni. Somma che potrebbe essere ´coperta´ con il finanziamento della Regione; ma, prima di dare il via alla convenzione con l´Enav, il presidente della Soaco, Rosario Dibennardo, ha affermato che è necessario una delibera dell´assemblea dei soci che dovrebbe essere adottata entro quest´anno.

La Soaco ha confermato che i dodici mesi che per contratto sono previsti per l’apertura dello scalo dal momento della sua consegna ufficiale saranno rispettati in pieno se non anticipati. Anche da parte della Sac, socio di maggioranza della società di gestione, sono stati spazzati tutti i dubbi sul reale interesse su Comiso. Lo scalo c’è e dovrà funzionare al più presto. Il prefetto ha dato appuntamento a tutti per metà gennaio. Un mese di tempo per chiudere il percorso, dare le chiavi in mano della struttura alla Soaco e cominciare così la grande avventura di quello che fu il Magliocco.

«Rischia di essere fuorviante assimilare il futuro dell’aeroporto di Comiso a quello di altri aeroporti del Paese, prendendo a riferimento le parole del Ministro Passera quando, nei giorni scorsi, ha affermato che l’Italia non deve ‘distrarsi’ nel pensare alla creazione di piccoli aeroporti ma deve concentrare i suoi sforzi anche economici verso le grandi strutture di valenza internazionale.

E’ evidente che Comiso non è un aeroporto ‘da fare’ ma uno scalo ‘già fatto’ e difetta solo di alcuni adempimenti che possono e devono compiersi». Lo affermano i parlamentari nazionali del PdL Nino Minardo ed Enzo Garofalo. «Io stesso – dichiara l’onorevole Garofalo – parlando in Commissione Trasporti della Camera durante l’audizione con il Ministro Passera, a nome del PdL e sulla scorta dei molti colloqui e di una cospicua documentazione raccolta dall’onorevole Minardo, ho prospettato al Ministro di valutare la situazione di Comiso in maniera differente dalle altre, proprio perché lo scalo è già pronto. Il Ministro mi ha risposto che sarà sua cura avere maggiore contezza dello stato delle cose, confermando comunque, che l’aeroporto di Comiso è già ‘pronto all’uso’ e che per questo vuole avere ogni elemento utile alla migliore decisione».

«Da parte nostra – spiegano i due parlamentari del PdL - c’è intenzione di chiedere in tempi ragionevolmente brevi, un incontro con il Ministro - una volta che questi avrà avuto a disposizione i prospetti reali sull’aeroporto di Comiso - ed in quella sede ribadiremo con forza che nulla osta all’apertura dello scalo e che essa assume una valenza vitale per buona parte della Sicilia e per la provincia di Ragusa ed il SudEst in particolar modo».