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RAGUSA - 11/12/2011
Attualità - Celebrazioni della Santa a Chiaramonte Gulfi e dintorni

Santa Lucia in provincia tra fede, riti e folklore

Si ripete la tradizione per ricordare la Santa vergine e martire a Chiaramonte Gulfi e Monterosso
Foto CorrierediRagusa.it

Il 13 dicembre rappresenta, indubbiamente, una delle ricorrenze più sentite in numerosi comuni siciliani. Il culto di Santa Lucia, in effetti, vanta consolidate e lontane radici e, nonostante la data si ponga in pieno periodo pre-natalizio, questa coincidenza cronologica non va a sminuire l´importanza della celebrazione. Non sarà un caso, dunque, che in numerose località del sud-est della Sicilia la Santa sia stata eletta a patrona della città e, quindi, venerata con festeggiamenti dalla colorita e fastosa entità.

Il nome di Santa Lucia è, indissolubilmente, legato a Siracusa, ma anche nella nostra provincia non mancano manifestazioni degne di attenzione. A Chiaramonte Gulfi, in particolare, da menzionare è il pellegrinaggio dei fedeli ai piedi del monte Arcibessi presso la pittoresca chiesetta rupestre dedicata alla Santa, dove, secondo la tradizione, ella avrebbe trascorso una notte. Pur non raggiungendo, ovviamente, la fastosità delle celebrazioni del capoluogo aretuseo, questa processione riesce, comunque, a comunicare quel senso di fede e solennità tipico, del resto, di molte altre feste patronali iblee.

Come di consueto in queste occasioni, il sacro si fonde con il profano, ma questo colorito connubio, a differenza di certe feste del catanese (Santa Lucia a Belpasso e i carri allegorici), assume a Chiaramonte Gulfi e nella vicina Monterosso Almo un tono devozionale meno chiassoso, senza che ciò, evidentemente, vada a ridimensionare la profonda e radicata devozione della gente di questi Paesi.

Allo stesso modo dei fedeli siracusani in queste località molti devoti della Santa si dedicano amabilmente alla preparazione dei pani votivi a forma di occhi, conosciuti anche come «uccioli», da consumare al posto del pane e della pasta il giorno della festa. Le affinità gastronomiche con le celebrazioni aretusee risultano, poi, ancor più evidenti dalla comune usanza di cucinare la famigerata «cuccìa», un pietanza popolare a base di grano cotto e miele.

In definitiva, il 13 dicembre rappresenta una ricorrenza certamente sentita in diverse località siciliane e anche nella nostra provincia non mancano le manifestazioni dedicate alla Santa. Ma, a differenza della grandiosità delle celebrazioni siracusane e belpassesi, il culto di Santa Lucia nel territorio ibleo è esercitato con modalità meno sfarzose e appariscenti; in tutta franchezza, più confacenti alla religiosità della ricorrenza.