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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1355
RAGUSA - 07/02/2008
Attualità - Ragusa - Il progetto "Ospedali riuniti"

Monoblocco ospedaliero: ripresi
i lavori dopo un anno di stop

Sorgerà su di una superficie di 36mila mq con ampio parcheggio Foto Corrierediragusa.it

Sorgerà su di una superficie di 36mila metri quadrati con ampio parcheggio, vi saranno trasferiti tutti i reparti e i servizi dell’Ospedale ?Civile’ di Ragusa e i reparti di Ostetricia, Ginecologia, Pediatria, Terapia intensiva neonatale dell’Ospedale ?Maria Paternò Arezzo’ ed un reparto di Neurologia di nuova istituzione (nella foto il cantiere).

Si tratta del nuovo nosocomio dell’Azienda Ospedaliera di Ragusa ?Ospedali Civile e Maria Paternò Arezzo’ i cui lavori, per un importo di 32 milioni di euro meno il ribasso del 16,36 per cento, sono in fase d’esecuzione ad opera della ditta Guaraldo, della provincia di Treviso, su progettazione della STS di Bologna.

Iniziati nel luglio 2005 i lavori hanno subito uno stop di undici mesi, dal febbraio 2006 al gennaio 2007, per poi riprendere ininterrottamente fino ad oggi e, se tutto procederà per il meglio, senza sosta fino al 2009, anno in cui è prevista l’ultimazione dell’opera. «Allo stato attuale - ha detto il capocantiere Giovanni Lo Bianco - sono all’opera ottanta operai, impiegati nella costruzione della struttura in cemento armato e, nel piano interrato, nella collocazione del pavimento industriale».

Un cantiere, per quanto è possibile osservare di primo acchito dall’esterno, ligio agli obblighi di legge in termini di sicurezza sul lavoro, visto che tutti gli operai indossano il caschetto protettivo. Stando al capocantiere, i lavori procedono secondo tabella di marcia, anche se è innegabile che l’interruzione dei lavori abbia fatto perdere del tempo che comunque la ditta esecutrice dei lavori farà di tutto per recuperare.

Ma perché questo stop improvviso? «Durante i lavori - ha detto il capocantiere Lo Bianco - abbiamo riscontrato la presenza di cavità carsiche. Si è dovuto, dunque, attendere l’iter burocratico, la verifica e quindi il riempimento con del materiale delle cavità sotterranee in cui scorreva acqua, prima di ricominciare speditamente con i lavori». E la presenza di «cavità carsiche di numero e dimensioni maggiori di quelle previste, per cui si è dovuto procedere alla bonifica e al risanamento delle stesse», quale causa dell’interruzione dei lavori per quasi un anno, viene confermata dal direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Ragusa ?Ospedali Civile e Maria Paternò Arezzo’, dott. Giuseppe Drago.

Il nuovo nosocomio è noto attualmente col nome di ?Ospedali riuniti’, proprio perché nel progetto originario avrebbe dovuto accorpare i due ospedali ragusani, Civile e Maria Paternò Arezzo, ma il progetto nel corso del tempo è cambiato, anche se in pochi ne sono a conoscenza. «Il nuovo nosocomio non accorperà i due ospedali, ma, se così possiamo dire, uno e mezzo - ha dichiarato il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Ragusa ?Ospedali Civile e Maria Paternò Arezzo’, dott. Calogero Termini -, ossia vi saranno trasferiti tutti i servizi e i reparti dell’Ospedale Civile, ed ancora i reparti di Ostetricia, Ginecologia, Pediatria, Terapia intensiva neonatale dell’Arezzo, dove resterà l’Oncologia, che, anzi, andrà potenziata, facendo dell’ospedale Arezzo il polo oncologico di terzo livello di Ragusa.

Inizialmente il progetto prevedeva la scomparsa di entrambi gli ospedali per un accorpamento totale nel nuovo edificio; nel 2003 - spiega il dott. Termini - il Ministero della Salute ha approvato il finanziamento per un progetto diverso da quello realizzato diciannove anni addietro, vale a dire il costruendo ospedale che accorperà, come detto, l’intero ?Civile’ e parte dell’?Arezzo’. Il ?Civile’ scomparirà del tutto perché è allogato in una zona ad alto rischio sismico; i servizi d’emergenza ad oggi presenti in esso, quindi, verranno collocati nel nuovo ospedale, mentre il Maria Paternò Arezzo, per il quale non si registrano problemi di sorta, invece, verrà implementato per un’assistenza specifica ai malati oncologici».

Gli attuali posti letto coperti dai due nosocomi ragusani sono 394, il nuovo ospedale ne accoglierà 223, «i restanti - ha detto il direttore sanitario dott. Drago - saranno coperti dall’ospedale Arezzo, che diventerà un polo oncologico provvisto di Day Hospital, Hospiss (per i malati terminali) e radioterapia; vi sarà, inoltre, una sala operatoria per l’Oculistica, mentre il reparto Rianimazione sarà trasferito nel nuovo ospedale, che dovrà affrontare a tutte le emergenze.

Dal momento che il nuovo nosocomio riunirà in un solo edificio tutti i servizi d’emergenza, riusciremo nell’obiettivo di eliminare un disagio ai pazienti, che oggi devono subire il trasferimento in autoambulanza da un presidio ospedaliero all’altro per effettuare delle visite o quant’altro; con l’accorpamento delle emergenze in un unico ospedale, inoltre, anche l’azienda ne trarrà benefici in termini economici, basti pensare che si registrano annualmente ben 4500 trasferimenti effettuati in autoambulanza, che ovviamente hanno un loro costo».

? probabile che in futuro possa sorgere un secondo lotto che andrà ad affiancare il nuovo ospedale, «ma prima bisognerà terminare questo, concretizzando il progetto finanziato dal Ministero della Salute - ha detto il dott. Drago - e poi si vedrà se sarà il caso di chiedere altro finanziamento o meno».