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RAGUSA - 17/11/2011
Attualità - Il progetto prevede l’insediamento di 43 pale per una potenza di 86 megawatt

Per il Tar il parco eolico di Cava dei Modicani si può fare

Respinto il ricorso della Sovrintendenza di Ragusa, di cui, nella sentenza, sono messe in risalto le responsabilità
Foto CorrierediRagusa.it

Invece di 84 saranno 43 per una potenza di 86 megawatt, ma sempre di pale eoliche si tratta. Gli aerogeneratori sorgeranno di fronte alla discarica comunale del capoluogo a Cava dei Modicani, secondo il progetto presentato dalla Ses (Società eolica siciliana) che si è vista riconoscere il proprio legittimo diritto a procedere dalla sentenza emessa dal Tar di Catania.

E’ un colpo di scena vero e proprio nella lunga contrapposizione, durata sette anni, che ha visto protagonista la Ses, che nel 2003 presentò il progetto per impiantare le pale nei comuni di Ragusa, Chiaramonte e Monterosso Almo. Fu la Sovrintendenza ai beni culturali ed ambientali di Ragusa a bloccare la Ses, ma la sentenza del Tar dà oggi torto all’Ufficio ed anzi ne mette in risalto le responsabilità. I pareri della Soprintendenza sono infatti arrivati fuori tempo massimo e, soprattutto, come si legge nella articolata motivazione della sentenza, al di fuori della conferenza dei servizi che per legge è deputata a concedere l´autorizzazione unica.

La Sovrintendenza, così come tutti gli altri enti deputati ad esprimere un parere su un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili, ha la possibilità di esprimersi solo in conferenza di servizi quando si rilascia (o non si rilascia) l´autorizzazione unica. La Sovrintendenza aveva addotto come motivazioni la tutela del paesaggio tanto da indurre la Ses a rimodulare il primo progetto, ma anche di fronte a questo ulteriore passaggio la Sovrintendenza non si era fermata. Poi una serie di ricorsi alla giustizia amministrativa ed infine, due giorni fa, la sentenza del Tar che fa chiarezza sulla procedura seguita nel caso specifico.

La sentenza ha già prodotto le prime reazioni. Fabio Granata, da tempo in prima fila sulla tutela ambientale degli Iblei, ritiene «incompatibile il parco eolico con il progetto di sviluppo che il territorio in piena autonomia si è dato». Fabio Granata ha chiesto al presidente della Regione un intervento sulla questione perché «La Sicilia, il Sud-Est devono poter puntare su sviluppo sostenibile,innovazione e tutela del paesaggio e del patrimonio culturale, sulla riqualificazione delle periferie e dei centro storici.

Il problema non è legato solo al parco eolico, alle trivellazioni, ma più in generale al modello di sviluppo di questa area. Non si tratta solo di un discorso culturale e turistico, ma di coerenza interna del sistema di sviluppo «aziendale» del Sudest».Tale coerenza non lascia spazio né alle ricerche petrolifere, né alla cementificazione selvaggia del Paesaggio, né tantomeno a nuove fattorie del vento».


18/11/2011 | 15.14.58
salvo

parlano di sviluppo, di nuove opportunità di lavoro ma poi mettono i bastoni tra le ruote a che vuole fare qualcosa.... carissimi ignoranti che lavorate in politica o alla Sovrintendenza, informatevi sul parco eolico e su quello che puo fare, non potete paragonarlo alle trivellazioni!!!!
Poi scusate ma dove è presente una discarica mi spiegate come volete sviluppare quel territorio?????