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RAGUSA - 04/02/2008
Attualità - Ragusa - Ciascuna commissione arriva ad annoverare 17 consiglieri

Commissioni consiliari costose:
ben 450mila euro nel 2007

Un gettone di presenza vale 39 euro nette, fino a due al giorno Foto Corrierediragusa.it

E’ caos commissioni a palazzo dell’Aquila. Una babele che si protrae da almeno un quinquennio. Ma tutti i consiglieri pare esserne ormai assuefatti. Tutti tranne uno. E’ il capogruppo di Alleanza Popolare Filippo Frasca (nella foto) l’unico a mostrare un minimo di buon senso. Trattasi di un consigliere, solo contro tutti, che dal 2004 tenta di sensibilizzare gli altri colleghi alla riduzione del numero di componenti delle sei commissioni consiliari, alle quali si aggiunge quella alla trasparenza.

Tre proposte avanzate nel 2004, nel 2005 e nel 2006, l’ultima comprensiva di un «emendamento» per venire incontro alle esigenze di chi, comunque, continua a fare orecchie da mercante ad oltranza. Un situazione assurda che si palesa con commissioni che comprendono non meno di ben 17 consiglieri. Un numero enorme e sproporzionato, se si considera che i consiglieri totali a palazzo dell’Aquila sono 30. E tutti percepiscono il loro gettone di presenza. Ma, a fronte di una spesa tutt’altro che indifferente per i contribuenti, non si registra un altrettanto elevato rendimento in termini di produttività. Anzi.

L’elevato numero dei componenti delle commissioni contribuisce il più delle volte all’impantanamento dei lavori. Pochissimi atti vengono esitati. E tra questi non vi rientra l’ultima proposta avanzata da Frasca, ancora in discussione nell’ambito di un dibattito acceso e ben lungi dall’esaurirsi entro i prossimi mesi. Il capogruppo di Alleanza Popolare propone in pratica la riduzione dei componenti delle commissioni ad un massimo di 9, fatta eccezione per gli undici della prima commissione.

Tutto questo per sveltire i lavori, far risparmiare soldini ai contribuenti e, dulcis in fundo, garantire parità di trattamento e rispetto dei diritti per tutti i consiglieri. Al momento invece, con il regolamento vigente, vi sono consiglieri che partecipano a tutte le commissioni (con scarsi risultati in termini di produttività) a fronte di altri che possono prendere parte ad una sola commissione.

In sostanza il rallentamento dei lavori, il maggiore onere in termini economici e la disparità di trattamento sono riscontrabili nelle presenze multiple di alcuni consiglieri nelle commissioni, a fronte di altri colleghi più penalizzati: c’è chi annovera due presenze per commissione, chi addirittura se le vede quadruplicare.

La proposta di Frasca mira proprio a razionalizzare queste presenze, ponendo tutti i consiglieri dei vari gruppi politici sullo stesso piano, nell’ambito della riduzione del numero di componenti di ogni singola commissione. Una riduzione che, nei fatti, si tradurrebbe in un dimezzamento del numero complessivo di componenti per ogni singola commissione consiliare.


I NUMERI DEGLI SPRECHI: DAL COSTO ANNUO DELLE COMMISSIONI AI SINGOLI GETTONI DI PRESENZA DEI CONSIGLIERI

Le commissioni consiliari costano ai contribuenti ben 450mila euro annui, pari a poco meno di un miliardo delle vecchie lire. Uno spreco inconcepibile in tempi di vacche magre come quelli attuali che impongono di stringere la cinghia alla maggior parte delle famiglie. Questa enorme somma si riferisce al 2007.

Nel 2006 la spesa non aveva superato i 306mila euro (pur sempre un’enormità) a fronte dello stop di almeno quattro mesi per le amministrative di primavera. Nel 2005 si era invece registrata una spesa che non superava i 318mila euro per i gettoni di presenza dei consiglieri facenti parte delle commissioni. A conti fatti, in appena due anni la spesa è lievitata di ben 130mila euro, pari a poco meno di 300milioni del vecchio conio. Decisamente troppo.

E, se non si dovesse procedere alla rivisitazione del regolamento, la somma è destinata a lievitare in maniera esponenziale nell’anno in corso. Ogni consigliere percepisce non più di due gettoni di presenza al giorno. Ogni gettone vale 48 euro lorde, 39 nette, per un totale di 80 euro nette per consigliere.

La proposta di Frasca mira a ridurre i due gettoni ad uno solo da 80 euro. In questo modo, se non si procederà contestualmente alla riduzione del numero dei componenti delle commissioni consiliari, ciascun consigliere continuerà a percepire ogni mese da un minimo di 200 ad un massimo di mille 600 euro al mese.