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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:52 - Lettori online 756
RAGUSA - 15/11/2011
Attualità - Il rapporto della Caritas sulla presenza straniera fotografa una realtà a più facce

Crescono i cittadini stranieri in provincia, oltre 20mila

Primi i tunisini, seguiti da romeni ed albanesi con l’agricoltura il settore di occupazione più diffuso

I residenti stranieri in provincia varcano per la prima volta la soglia dei 20 mila. Sono esattamente 20.956 con un incremento del 13,4 per cento rispetto al 2010. I tunisini, 6962 sono i più numerosi, seguiti dai rumeni, 5169 e dagli albanesi, 2959. Ragusa si conferma la provincia italiana a più alto tasso maschile (58,4 per cento). Il maggior numero di residenti stranieri si trova nel comune di Vittoria (5.179), seguito da Ragusa (3.902) e Comiso (2.222).


L’incidenza più alta sulla popolazione si registra ad Acate (20,1 per cento) seguita da Santa Croce Camerina (17,7 per cento)». Questi i dati più significativi del rapporto annuale della Caritas che tocca anche altri aspetti della presenza di immigrati nella provincia iblea. A cominciare dalla crisi economica che tocca fortemente il lavoro precario e quello a basso costo come spesso avviene per i cittadini stranieri. L’esame dei dati lavorativi è una prima spia della crisi che colpisce anche gli stranieri. Secondo gli archivi Inail, Ragusa conferma la presenza di 16.891 lavoratori nati all’estero nel corso del 2010. L’incidenza di questi lavoratori sale così ad una percentuale del 18,3% contro una media italiana del 16,8 per cento.

Il 62,6 per cento lavora nel settore agricolo. Quella di Ragusa è l’unica provincia in Sicilia a registrare un saldo positivo tra le assunzioni e le cessazioni lavorative nel corso del 2010. Mentre la Sicilia ha perso quasi 1.000 posti di lavoro tra i nati all’estero, quella di Ragusa ne guadagna 285. Ma sono tutti da attribuire al settore agricolo, mentre il settore dei servizi e dell’industria ha perso posti di lavoro tra gli stranieri.

La scuola, nel rapporto della Caritas presenta un altro mondo: Spiega il direttore della Caritas ragusana Vincenzo la Monica:«Ogni anno il numero di bambini e ragazzi con cittadinanza non italiana iscritti alle classi siciliane aumenta in modo sostanzioso, a testimoniare una presenza sempre più stabile di immigrati che rendono la scuola un cantiere in cui si costruisce cittadinanza. Gli studenti iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado nell’anno scolastico 2010-2011 sono stati 2.793 in rappresentanza del 5,3% della popolazione scolastica totale (media siciliana 2,3%). Il 39% di questi alunni è nato in Italia ed è la mancanza di una legge sulla cittadinanza più moderna e più attenta ai bisogni delle seconde generazioni che ci costringe a contarli tra gli stranieri».