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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 989
RAGUSA - 12/11/2011
Attualità - Ragusa, Modica, Scicli, Comiso, Acate, Pozzallo e Vittoria sono morosi

Oltre 200 cani da sfamare, i comuni affondano la Dog

La società che cura la cattura e la custodia dei randagi si è rivolta al Prefetto

I comuni non pagano e la Dog Professional è sul lastrico. E’ di ben 634.365 euro il credito vantato dalla società che cura la cattura e la custodia dei cani randagi per i comuni di Ragusa, Modica, Scicli, Comiso, Acate, Pozzallo e Vittoria.
Alla società non è rimasto altro, vista l’insensibilità degli enti locali, che lanciare un appello al prefetto, Giovanna Cagliostro ed ai procuratori presso il tribunali di Modica e Ragusa. Il grido d´allarme parte dalla stessa proprietaria Maria Licitra, che ha dettagliato sulle somme dovute dai singoli comuni inadempienti. Al primo posto Modica, che deve 305. 812 euro; poi, c´è Comiso con quasi 167 mila euro e mezzo. Anche Ragusa è tra gli enti morosi: deve alla società oltre 96 mila euro e mezzo. Poi, con cifre inferiori ci sono Scicli, Vittoria, Acate e Pozzallo.

Dice l´avvocato Carmelo Di Paola: «La situazione è pesante e la signora Licitra non è in grado di liberarsi degli animali che sono ricoverati nella sua struttura dove ad oggi sono accuditi oltre 200 cani. E questi devono pur mangiare. I comuni non pagano, il debito cresce ma il titolare non sa più dove ricorrere per pagare cibo e personale».

L´avvocato Di Paola spiega che la proprietaria ha minacciato di aprile le gabbie, abbandonando di nuovo i cani in strada: «Dai comuni, è stato risposto che sarebbe stata denunciata per interruzione di pubblico servizio. E’ evidente – osserva l´avvocato Di Paola – che qui, se di interruzione di pubblico servizio si vuole parlare, questo è da addebitare esclusivamente ai comuni che non si attivano per reperire le risorse necessarie».

Il legale della Dog Professional non ha modo neppure di attivare la via dei decreti ingiuntivi perché per aprire un contenzioso ci vogliono altri soldi e soprattutto si allungano i tempi per cui il forte appello al Prefetto ed alle Procure perché, ognuno per le proprie competenze, intervengano.


13/11/2011 | 17.47.20
rita

Una vergogna che non finisce mai!