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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 880
RAGUSA - 07/11/2011
Attualità - Enzo Pelligra, FdS, dice di smetterla con le polemiche ed invece reperire le somme

"Per l´Università servono i soldi", lo dice Di Raimondo

E’ quanto l’amministrazione provinciale ha tagliato in sede di riassestamento del bilancio
Foto CorrierediRagusa.it

Per l’Università servono i soldi, e subito. Il presidente del Consorzio universitario, Enzo Di Raimondo (nella foto), lancia l’allarme perché c’è il rischio che dopo Giurisprudenza, Scienze agrarie e Medicina si perda anche Lingue.

Catania non aspetta la minima incertezza per riportare a casa la facoltà dopo tutte le polemiche seguite alla decisione del senato accademico di insediare la facoltà ad Ibla. Le incertezze, o peggio le inadempienze di quanti devono assicurare un futuro alla facoltà, potrebbero innescare un processo a ritroso ed è questo che Di Raimondo vuole disinnescare.

Dice il presidente del Consorzio: «A noi ed all´Università di Catania deve giungere un chiaro messaggio "politico". Ossia, la conferma, da parte del Comune e della Provincia, dell´impegno finanziario da sempre garantito, pari ad un milione e mezzo per ciascun ente». La presa di posizione segue la mancata iscrizione in bilancio dei 350 mila euro che il consiglio provinciale ha tagliato la scorsa estate.

«In settimana – dice Enzo Di Raimondo – avremo un incontro con la commissione bilancio della Provincia e spero che emergano fatti chiari e certi. È bene precisare peraltro che il sottoscritto ha piena fiducia negli impegni assunti la scorsa estate dal presidente Antoci, dal vertice del consiglio provinciale, Giovanni Occhipinti e da tutti i capigruppo circa l´integrale finanziamento di un milione e mezzo. È vero che l´Università ci storna il 70% delle tasse corrisposte dai nostri studenti ed a settembre scorso ci ha riconosciuto, per il precedente anno accademico, 753 mila euro che saranno suddivisi, seppur non in maniera paritaria, tra Comune e Provincia. Dunque, è certo che la Provincia avrà una sua bella fetta, ma a noi preme che nelle "competenze" del bilancio 2011 ci sia l´intero finanziamento di un milione e mezzo e poco importa, invece, da dove provengano. Anche perché la quota "stornata" delle tasse è variabile. Già l´anno prossimo sarà inferiore visto che non ci sono più gli studenti di Agraria e Giurisprudenza».

Al consiglio tocca ora trovare i soldi ed in particolare alla maggioranza che con il Pdl in testa, a cominciare da Silvio Galizia ed Ignazio Nicosia, che oggi si strappano le vesti, furono gli artefici del taglio dei 350 mila euro. Una volta per tutte la «politica» decida cosa vuole fare con l’Università e lo dica a chiare lettere alla comunità anche per non sottoporre famiglie e studenti ad un clima di incertezza che non giova a nessuno.

Una parola distensiva viene da Enzo Pelligra, FdS, che cerca di riportare la calma nel dibattito in corso: «Le polemiche sono inutili. Pensiamo a reperire le somme che servono. La Provincia dovrà farsi carico di trovare i fondi per il Consorzio universitario. Non possiamo permetterci di essere inadempienti. Per tutto ciò che ne deriva. Anche in ordine al futuro degli studenti che intendono formarsi nell´area iblea. Abbiamo il dovere di individuare le necessarie risorse economiche. Ed è ovvio che, per quanto riguarda le variazioni di bilancio, insisteremo su questo versante. Dobbiamo trovare il modo per salvare il salvabile. Gli scambi di accuse, in questa fase, non servono ad alcunché. E´ indispensabile, piuttosto individuare una strategia comune per permettere che l´impegno assunto a suo tempo possa essere assolto».