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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 878
RAGUSA - 21/10/2011
Attualità - Sono state autorizzate dall’Assessorato regionale alla salute

Dopo 11 anni istituite 3 nuove farmacie in provincia

Entro l’anno funzioneranno a Ragusa, Modica e Pozzallo

Ci sono voluti undici anni dalla prima pubblicazione del bando. Alla fine di questo lungo percorso sono state ufficialmente autorizzate tre nuove farmacie nel territorio. I nuovi presidi comunali sono stati approvati ed autorizzati dall’assessorato regionale alla salute dopo l’approvazione della graduatoria di merito degli aspiranti titolari.

La sede di Ragusa sarà assegnata a Salvatore Cardillo, quella di Pozzallo ad Angelo Addario e quella di Modica a Franca Graziella Carpino. Si prevede che entro l’anno le tre nuove farmacie saranno peranti sul territorio; Ragusa passerà a 17 presidi farmaceutici, Modica a 13 e Pozzallo a 5.

Soddisfatto Roberto Ammatuna, parlamentare Pd, che ha seguito l’iter dell’assegnazione delle farmacie: «I cittadini dei tre comuni potranno così avere un servizio aggiuntivo e una migliore distribuzione delle sedi farmaceutiche sul territorio».


altra vergogna...
22/10/2011 | 15.07.00
giovanni

Ma guarda un pò: sembra quasi che avere 17 farmacie a Ragusa sia una buona notizia, quando invece non è altro che un´ingiustizia causata dal numero chiuso...
Non ci può essere, infatti, più di una farmacia ogni 4000 abitanti: questo è quello che stabilisce una legge del 1968, alla faccia del libero mercato e della libera concorrenza! E il sig.Ammatuna è pure soddisfatto!
Grazie a questa legge chi è titolare di una farmacia ha assicurati altissimi guadagni, mentre i poveri laureati in farmacia non possono aprire una loro attività e sono costretti a fare i commessi presso altri farmacisti più fortunati di loro: il tutto sulle spalle dei cittadini costretti a subire un oligopolio che tiene alti i prezzi dei medicinali e costringe a subire lunghissime attese nelle sempre più affollate farmacie.
Quando qualcuno osa mettere in discussione questo privilegio i farmacisti fanno fuoco e fiamme, fifendendosi dietro un presunto "servizio pubblico" da loro svolto, come se un servizio pubblico fosse per forza legato al numero chiuso....
Infatti, Anche a voler ammettere che l´attività di comprare e rivendere prodotti medicinali sia un servizio pubblico, non si vede il motivo per cui questo servizio non potesse essere svolto da 34 farmacie, anzichè 17.
La verità è che il numero chiuso serve solo a mettere al riparo la categoria da ogni forma di concorrenza e ad assicurare lauti guadagni ai fortunati titolari di farmacia.
Il povero ministro Bersani è stato l´unico (e di questo bisogna rendergli merito) a scalfire questi privilegi liberalizzando la vendita dei farmaci senza ricetta e, guarda caso, nelle parafarmacie che sono nate si può finalmente avere uno sconto sul prezzo dei farmaci. La fetta più grossa della torta (o della cuccagna) è rimasta nelle mani dei farmacisti a numero chiuso, col risultato che i farmaci importanti, quelli per servono per curarci, li dobbiamo pagare salati e, in più, per acquistarli dobbiamo anche fare la fila; avete mai visto infatti una farmacia vuota? C´è sempre un sacco di gente a tutte le ore, dato che le farmacie sono poche e, per di più, nei centri storici ci sono sempre meno farmacie perchè i loro titolari, alla faccia del servizio pubblico, trasferiscono la loro attività nelle zone residenziali più redditizie, mentre i poveri anziani senza automobile che ancora abitano in centro sono costretti a fare i salti mortali per comprare una medicina...
Questa situazione è scandalosa e aberrante, e lo è ancora di più se si considera che tutto ciò avviene in un settore dove c´è in gioco la salute della gente! E´ una vergogna tutta italiana e tutti i politici, compresi quelli che si proclamano liberali e liberisti, si guardano bene dal mettere in discussione tutto questo!