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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 358
RAGUSA - 19/10/2011
Attualità - I vescovi di Siracusa, Noto e Ragusa hanno lanciato un appello ai parlamentari

La Chiesa chiede tassazione più flessibile per le imprese

L’esposizione debitoria nei confronti degli Istituti previdenziali e di riscossione ed in particolare la Serit Sicilia S.p.A preoccupa gli artigiani e gli imprenditori

La Chiesa invoca un sistema di tassazione più flessibile per venire incontro a chi si trova in difficoltà economico. L´arcivescovo di Siracusa Salvatore Pappalardo, il vescovo di Ragusa Paolo Urso e il vescovo di Noto Antonio Staglianò lanciano un appello ai parlamentari locali della Regione Siciliana e del Governo nazionale, di ogni schieramento politico, affinché si adoperino insieme a far trasformare in leggi le proposte alternative di riscossione che in questo periodo sono state approntate da tanti cittadini e organizzazioni spontanee o di categoria.

I tre monsignori in un comunicato congiunto sottolineano "il grave e devastante problema che attanaglia piccole e medie imprese, artigiani e agricoltori, nonché le famiglie, a causa dell´esposizione debitoria nei confronti degli Istituti previdenziali e di riscossione e, tra questi ultimi, in particolare la Serit Sicilia S.p.A".

I tre prelati osservano che "per l´attuale classe politica è una chiara opportunità di attenzione alla concreta vita della gente in vista del bene comune, con una particolare attenzione alle fasce più deboli". L´arcivescovo di Siracusa ed i vescovi di Ragusa e Noto osservano come la crisi finanziaria sta coinvolgendo le piccole e medie imprese e che lo stato di cose é acuito dal "rigido e farraginoso sistema di riscossione delle imposte e dei crediti degli Enti previdenziali e assistenziali e degli Enti locali, che costringe all´insolvenza del debito, maggiorato dalle sanzioni e dagli interessi, facendo scattare il meccanismo ipotecario – conclude la nota congiunta dei tre esponenti ecclesiastici – sui beni delle imprese indebitate ed escludendole da ogni possibile accesso al credito".