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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 728
RAGUSA - 18/10/2011
Attualità - I prestigiosi riconoscimenti al ristorante "La gazza ladra" ed alla Pasticceria Dipasquale

Gambero Rosso premia la provincia di Ragusa: 3 forchette e 3 tazzine

Dipasquale "celebra la tradizione siciliana nei suoi aspetti più nitidi"; "Che a Modica si mangi mediamente bene, è cosa risaputa da sempre"; bocciato il Duomo di Ciccio Sultano
Foto CorrierediRagusa.it

Tre forchette alla Gazza Ladra e tre tazzine alla Pasticceria Dipasquale. La Guida 2012 del Gambero Rosso ha premiato come ogni anno le eccellenze enogastronomiche italiane. Il ristorante di Palazzo Failla a Modica Alta è stato insignito delle tre forchette per la prima volta e si colloca al vertice con i migliori locali italiani con un punteggio di 90 su cento. Nella Guida del gambero Rosso non compare Ciccio Sultano con il suo "Duomo" per una scelta dei compilatori che farà certamente discutere.

Questo uno stralcio della motivazione dei recensori del Gambero Rosso a proposito della Gazza Ladra: «Che a Modica si mangi mediamente bene, è cosa risaputa da sempre. Accanto alla tradizionale cucina «di contea», si è andata però sviluppando negli ultimi anni una linea di ricerca più selettiva, che ha scavato nella tradizione per reinventarne le composizioni, in nome dell’esigenza tutta contemporanea di ripensare tempi e modi di cotture, consistenze e abbinamenti dei piatti, a partire dalle stesse irrinunciabili materie prime. In questa linea si è ritagliato un suo spazio anche Accursio Craparo (nella foto con Paolo Failla), che modicano lo è solo di adozione, ma che ha allacciato con questi luoghi un profondo legame di appartenenza. La sua cucina è molto cresciuta in termini di complessità e rappresenta oggi uno dei vertici della ristorazione siciliana. Le sue creazioni più strutturate sono le variazioni di triglia, sia in tartare che in filetti appena scottati, il tutto servito su una crema verde e densa di tenerumi di cucuzza con il corredo di una sfoglia di grano duro al sesamo e una quenelle di puré di patate.

Tra i primi, l’ormai classica spremuta di Sicilia (linguine di Kamut, scorze di agrumi canditi, alici, finocchietto selvatico, cipollotto e peperoncino, con la recente aggiunta di polvere di capperi essiccati: un piatto memorabile!), mentre tra i secondi convincono sia la terra che il mare, come il pesce San Pietro nella sua panatura alla palermitana, con insalatina di ortaggi e mentuccia».

Tra i caffè con tre tazzine conferma per la storica Pasticceria Dipasquale, che dopo tanti successi continua a celebrare la tradizione siciliana nei suoi aspetti più nitidi. Fondata nel 1950 da Giovanni Di Pasquale (cresciuto alla scuola di pasticceria catanese) oggi è portata avanti dai suoi figli, Enzo e Ciccio, che fanno rivivere con savoir-faire artigianale le ricette di una volta.

Questo il commento del critico del Gambero Rosso: «Con fedeltà filologica i fratelli Di Pasquale, infatti, sempre devoti alle loro radici isolane, portano ai vertici della pasticceria nazionale i dolci tipici di Sicilia. Ingredienti naturali, lievitazioni lente, lavorazioni artigianali, materie prime ricercate sono gli elementi che rendono ogni specialità davvero impareggiabile.

Può essere un biscotto di mandorla, un cannolo alla ricotta fresca, una miniporzione di gelo alla cannella, una testa di turco (bignè), una fetta di torta Savoia al cioccolato, di cassata o di torta al limone e pasta reale. Può essere un´arancina in mille gusti (dal ragù al pesce), un misto di delizie fritte, un eccellente caffè o un frizzante cocktail. Cura e perfezione sono i tratti distintivi di questo locale nel centro storico di Ragusa, che sa essere versatile e accogliente, in poche parole: unico».