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RAGUSA - 09/10/2011
Attualità - La Guida 2012 conferma la qualità della tradizione culinaria iblea

Cucina iblea sempre al top in Sicilia, tanti "cappelli" nella guida Espresso

Ciccio Sultano, Accursio Capraro, Vincenzo Candiano, Salvatore Carpenzano e Peppe Barone i più titolati
Foto CorrierediRagusa.it

Sei ristoranti con tanto di cappelli in provincia di Ragusa. L’area iblea resta leader in Sicilia per la gastronomia e la guida 2012 dell’Espresso lo testimonia. I tre cappelli con un punteggio di 1820 vanno a Ciccio Sultano del Duomo di Ragusa Ibla che insieme a Pino Cuttaia della Madia di Licata risulta essere lo chef più titolato.

Con due cappelli e 16,5 di punteggio altra conferma per Vincenzo Candiano della Locanda Don Serafino, sempre a Ragusa Ibla. Un cappello, 15,5 di punteggio ad Accursio Capraro della Gazza Ladra a Modica Alta,con 15 anche il ristorante La Fenice di Ragusa presso l’Hotel Villa Carlotta e a 14,5 Peppe Barone della Fattoria delle Torri e Salvatore Carpenzano di Torre d’Oriente entrambi nel centro storico di Modica. La 34ma edizione della guida dell’Espresso non fa che attestare la qualità e la continuità della ricerca di cuochi affermati che nel corso degli ultimi dieci anni hanno toccato i vertici della gastronomia siciliana e nazionale.

Ciccio Sultano è stato l’antesignano della riscoperta della cucina del territorio rivisitata con nuovi accoppiamenti di sapori ed odori, il Fishburger e l’Ostrica Tonic di Accursio Capraro hanno conquistato i recensori dell’Espresso ma non è da sottovalutare l’affermazione di Salvatore Carpenzano, forse il più emergente ed innovativo. Il comune denominatore è l’esaltazione della qualità dei prodotti, la cura quasi maniacale dei dettagli del piatto, l’innovazione nel segno della tradizione. Per la provincia di Ragusa turismo non è dunque solo barocco e mare ma anche , se non soprattutto gastronomia, grazie ai tanti talenti del fornello che stanno disseminando tra i giovani la loro cultura culinaria di base. In Sicilia da segnalare anche La Capinera di Piero D’Agostino a Taormina definito »icona perfetta della buona e sana cucina mediterranea». La guida 2012 segna anche l’avanzamento della gastronomia palermitana con Alberto Rizzo, dell´Osteria dei Vespri, in salita nella hit.

Rizzo rivendica anche ai cuochi palermitani un ruolo di rilancio: «A Ragusa e Modica è iniziato un decennio fa un percorso di rinnovamento - ammette lo chef - ma ora anche nel versante occidentale stiamo lavorando per dare più appeal alla gastronomia». Con un punteggio appena inferiore di mezzo punto, conquistano un cappello ben sette ristoranti: nel palermitano fa un balzo in avanti rispetto all´anno scorso il Bye Bye Blues di Mondello. L´ambito imprimatur va anche all´Antica Filanda di Caprileone, Al Fogher di Piazza Armerina, a Capitolo Primo del Relais Briuccia di Montallegro, a e a Taormina ai ristoranti dell´Hotel San Pietro "Il Giardino degli Ulivi" e del Metropole Bellevue.

(Nella foto: da sx gli chef Capraro, D´Agostino, Barone e Candiano)