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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 596
RAGUSA - 26/09/2011
Attualità - Bilancio della 17. Edizione del Premio Ragusani mondo

D’Angelo: «Dramma del tenore Licitra ha segnato la storia del Premio»

Le riflessioni del patron sull’ultima edizione, «disertata dalla deputazione iblea, ma amata dalle istituzioni locali». Per il futuro qualcosa va rivista, a cominciare dalla durata
Foto CorrierediRagusa.it

Riceviamo e pubblichiamo

«La ragusanità è quel sentimento che non si capisce cos’è ma che ci unisce tutti insieme nel mondo». Con queste parole alcuni ragusani emigrati, dal Paraguay, dall’Australia, dall’Argentina, dal Canada e dagli States, hanno spiegato in un videomessaggio collettivo, mandato in onda all’inizio della serata sullo schermo gigante che illuminava la parte centrale della scenografia, cosa voglia dire per loro il premio «Ragusani nel Mondo», celebrato sabato 3 settembre in piazza Libertà a Ragusa, gremita da oltre duemila spettatori.

La comunità iblea di tutto il mondo era quella sera idealmente presente in Piazza, in un rinnovato e corale abbraccio con la provincia di origine. E’ lecito chiedersi in noi organizzatori cosa rimanga di quella serata a distanza di alcune settimane.

Sicuramente il ricordo di un massiccio impegno, con l’allestimento collaterale esteso anche a tre indimenticati concerti della Banda dei Carabinieri, unitamente alla percezione compatta ed unanime in tutta l’opinione pubblica di un evento dai molteplici risvolti, sociali , culturali e di promozione complessiva del territorio.

Un evento comunque segnato dal tragico epilogo dell’incidente di quello che sarebbe stato l’uomo simbolo non solo dell’edizione 2011, ma di tutta la storia del Premio, un dramma che ha messo a dura prova la tenuta nervosa degli organizzatori, e stimolato in tutti sensazioni contrapposte, laceranti e cariche di angoscioso sgomento, con analisi in qualche caso frettolose e superficiali da parte di qualcuno, ricomposte alla fine nel suo naturale epilogo, con un omaggio alla figura del tenore, concordato con la sua famiglia e con tutte le Istituzioni locali.

Un dato che emerge a consuntivo del Premio di quest’anno è l’ulteriore spostamento verso il settore privato della sua matrice finanziaria, con il coinvolgimento di primarie aziende iblee, cui si sono accompagnati in modo subalterno i principali enti della Provincia, ponendo in essere una virtuosa sinergia fra privato e pubblico. Un pool di aziende attente e sensibili ai grandi eventi culturali, cui vanno riconosciuti i dovuti meriti per il mantenimento della manifestazione, anche in proiezione futura.

L’attenzione che il territorio ha mostrato verso l’evento è confermata anche dal corale coinvolgimento delle Istituzioni Civili, Militari e Religiose della Provincia, a partire dal Comando dei Carabinieri, coinvolto nell’organizzazione dei Concerti della Banda, per continuare con la Prefettura, con il saluto alla comunità provinciale del nuovo titolare Stefania Cagliostro, il questore, il comandante della Finanza, della Polstrada, Il vescovo della Diocesi di Ragusa, che insieme a tante altre autorità non hanno voluto mancare alla festa dell’orgoglio Ibleo, conferendo con la loro presenza una cornice di assoluto prestigio.

E sullo sfondo un numeroso pubblico, attento, appassionato, ora commosso ora divertito per le diverse pieghe della serata. Di grande risalto la presenza delle massime autorità della Provincia, del Comune di Ragusa e di numerosi sindaci. Assenti invece i parlamentari iblei.

Un evento che in buona parte si è avvalso di professionalità iblee, a dimostrazione di come il territorio, se vuole e sa credere nelle proprie potenzialità, esprime delle risorse umane di notevole livello, a fronte della tendenza a volte eccessiva di ricorrere a professionalità esterne.

Contributi quali quelli offerti dal maestro Arezzo e la sua Band, intrattenitore musicale di sopraffino livello, da Emanuele Cavarra dello studio Kreativamente, autore del progetto grafico dell’Ulisse in rotta verso la sua Itaca/Ibla, dal presentatore Salvo Falcone, conduttore magistrale della serata insieme alla brava catanese Anna Vinci, dal regista Gianni Battaglia, autore geniale della clip video sull’Avis, dallo studio di cinematografia Extempora, dalle voci narranti di Tiziana Bellassai e Daniele Voi, da Ignazio Calogero con le sue belle immagini del territorio ibleo, dallo scenografo Paolo Calafiore, dal fotoreporter Giovanni Noto, da numerosi e appassionati altri professionisti locali , oltre all’impegno organizzativo profuso coralmente dal Direttivo dell’Associazione, dimostrano come la matrice dell’evento sia solo ed esclusivamente di marca «IBLEA».
E iblei sono stati altri artisti ospiti della serata, come i vittoriesi Cassandra Raffaele, protagonista dell’ultima edizione di X Factor, e l’affermatissimo seppur giovane Francesco Cafiso, jazzista la cui fama ormai attraversa tutti i continenti.

Un evento che è anche promozione del nostro territorio fuori dei suoi angusti confini, rilanciandone una immagine positiva e vincente, grazie anche ai media e ai moderni supporti della comunicazione di massa, che alimentano un interesse crescente per la manifestazione molto attesa sia in provincia che nelle varie comunità iblee e siciliane di tutto il mondo. La presenza del console italiano a Istanbul Guanluca Alberini e della rockstar turca Ferman Akgül, leader del gruppo dei Manga, hanno confermato la proiezione internazionale del Premio, già evidente nelle ultime edizioni.

Va sottolineato che l’edizione di quest’anno ha, per un tragico paradosso cui la vita sovente ci sottopone, goduto di una particolare e certamente imprevista notorietà internazionale per l’ incidente occorso al grande tenore. Per altra parte si può proprio dire che proprio la storia di Salvatore giustifica l’esistenza e la continuità nel futuro del Premio, perché la ricerca e il racconto di storie umane significative in capo ad iblei di tutto il mondo è sicuro motivo di promozione per la nostra terra, anche sotto il profilo turistico, oltre agli innegabili risvolti sociali e culturali in esso insiti, stimolatori fra l’altro dell’identità di un popolo e dell’orgoglio per una comune bandiera.

Il futuro passa attraverso un necessario ed inevitabile rilancio della manifestazione, che deve essere sicuramente più sobria, anche nella durata dello spettacolo, sempre selettiva nella ricerca di nuove storie da porre sotto i riflettori, ma ispirata dall’anelito a conservare l’apprezzato livello organizzativo delle ultime edizioni, obbligata anche a trovare, in concerto con le locali istituzioni, una diversa collocazione temporale, possibilmente a fine luglio o inizio agosto, e prima comunque della pausa agostana.

Il dibattito e la comune riflessione degli organizzatori sono già avviate, segno che già si guarda al futuro, mentre il recente passato è e sarà ancora per lungo tempo oggetto di commento e di analisi.
Sebastiano D´Angelo-Direttore Ass.Ragusani nel Mondo