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RAGUSA - 22/09/2011
Attualità - Una delegazione ha incontrato Mons. Paolo Urso spiegando le ragioni della protesta

Precari dal vescovo, genitori chiedono docenti di sostegno

Il Csr si è dichiarato impossibilitato a dfare risposte alle richieste di cinque madri di portatori di handicap

Il mondo della scuola resta in subbuglio ed i precari vanno dal vescovo. Non a confessarsi ma a denunciare la situazione di estrema difficoltà in cui versano quanti non hanno più un lavoro per effetto dei tagli. Mons. Paolo Urso ha ascoltato le ragioni della protesta anche se ha dimostrato di essere a conoscenza dei problemi.

Dice Enzo Figura che insieme a Pietro Aprile è ancora sulla barricata: «Il vescovo ha ascoltato con attenzione le nostre esigenze, mostrando grande sorpresa nell´apprendere che dopo undici anni di servizio negli istituti siamo rimasti senza lavoro. Ha mostrato grande umanità e partecipazione ed ha capito che la nostra protesta non è legata a questioni lavorative, quanto alle criticità di un mondo dell´istruzione provato dai tagli degli ultimi anni, che ricadono sulle spalle di famiglie e studenti».

La protesta riguarda anche i genitori di figli portatori di handicap che hanno visto diminuite le ore del personale degli insegnanti di sostegno. Uno di questi casi si verifica alla media «Einaudi» di Ispica dove il monte ore prima previsto per due ragazzi è invece oggi spalmato su quattro con notevoli disagi per tutti. I genitori vogliono adire le vie legali anche perché dall’Ufficio H del Csa hanno allargato le braccia dicendo che in base alle attuali disposizioni non possono essere previsti altre ore di sostegno. In provincia mancano in tutto 122 insegnanti di sostegno rispetto a quelli necessari e ci sono 160 collaboratori in meno.