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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 415
RAGUSA - 19/09/2011
Attualità - Il dato emerso dopo la visita dell’on. Bernardini

Il carcere di Ragusa è sempre più invivibile

La dettagliata interrogazione parlamentare di Rita Bernardini ha sottolineato in primis l’alto di numero di detenuti presenti

«Le condizioni strutturali del carcere di Ragusa sono infami: con Rita Bernardini abbiamo visto 3 detenuti in uno spazio inferiore a 9 metri quadri e in alcune celle ci sono i wc a vista».

Con queste parole Gianmarco Ciccarelli, segretario dei Radicali di Catania, ha descritto la sua recente visita nel carcere ibleo con l’on. Bernardini, a seguito della quale la parlamentare ha scritto una interrogazione per il ministro della Giustizia sulle condizioni della struttura.

«In cinque ore dentro il carcere ci siamo accorti che gli agenti fanno davvero quello che possono, ma la carenza di personale unita al sovraffollamento della popolazione carceraria rende la situazione davvero dura. E pensare che ci sono detenuti trasferiti a Ragusa da Regina Coeli perché il penitenziario romano è sovraffollato».

La dettagliata interrogazione parlamentare di Rita Bernardini ha sottolineato in primis l’alto di numero di detenuti presenti: su una capienza regolamentare di 116 erano presenti 195 detenuti, con la maggior parte di essi, circa il 60%, che sono in attesa di giudizio.

Se il carcere è rieducazione alla vita «normale» stride il dato dei detenuti che lavorano: solo il 10%. Da contraltare all’elevato numero di detenuti c’è l’esiguità del personale in servizio a Ragusa, infatti la pianta organica della polizia penitenziaria prevederebbe 117 agenti, mentre quelli in servizio sono 67.

«La nota positiva del carcere ragusano – prosegue Ciccarelli – è la grande umanità e professionalità della comandante e della vicecomandante, le quali conosco bene tutti i detenuti, i loro problemi e le loro esigenze». Dietro l’umanità e la professionalità ci sono però, a causa della ridotta pianta organica, agenti che fanno turni più lunghi del normale, ferie ridotte e tanto stress in più. Basti pensare, come ha dichiarato un agente alla Bernardini, che certe sere rimangono solo 7 agenti a vigilare su circa 200 detenuti.
Forse perché è un piccolo carcere si parla poco di Ragusa e del suo sovraffollamento. Ma la testimonianza di un detenuto campano è illuminante: trasferito da Poggioreale, proprio per la presenza di troppi detenuti, a Ragusa ha dovuto affrontare un viaggio stremante su un blindato della polizia.

«La lontananza dalla famiglia ci ha proprio stroncato – ha confidato il detenuto alla parlamentare – e lo spostamento a Ragusa è stato duro, due giorni interminabili di viaggio con una notte d’appoggio al carcere Bicocca di Catania; non abbiamo mangiato nulla; siamo arrivati qui stremati».
Inoltre l’assistenza psicologica è attiva solo sette ore al mese e la sezione femminile è chiusa per inadeguatezza strutturale. «Ho visitato diverse strutture e ne sono uscito sempre con grande amarezza – conclude il segretario dei Radicali etnei – e Ragusa è peggio rispetto alla media. Mentre problemi come il sovraffollamento potrebbero essere risolti: a Gela vi è una struttura nuova e inutilizzata che va degradandosi».