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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:31 - Lettori online 1307
RAGUSA - 09/09/2011
Attualità - Il caso della pensione d’invalidità civile sospesa perchè sottoposta a revisione

L´Inps di Ragusa ripristina pensione a diversamente abile

Davide Donzella : «Mi hanno bloccato la pensione sebbene invalido da tanto tempo». L’Inps: «Sconosciuto agli archivi sanitari. E’ stato invitato a presentare documentazione, ma non ha risposto». La vicenda, comunque, s’è conclusa a lieto fine perché la pensione è stata ripristinata Foto Corrierediragusa.it

Il padre di Davide Donzella, il ragazzo sciclitano diventato disabile a causa di un incidente stradale verificatosi nel 1982, ci ha inviato una lettera di protesta contro l’Inps perché gli è stata bloccata la pensione di invalidità civile. Si sostiene che ha ricevuto nel mese di settembre 2010 un invito a sottoporsi a visita medica di controllo (la quinta), pur essendo stato certificato per quattro volte lo stato di inabilita, al 100%.

«Mio padre- si legge nella lettera- in data 5 ottobre 2010 ha inviato un fax (suggerito dal medico INPS di Ragusa) nel quale faceva notare il continuo controllo e che la situazione non era mutata e ne potrà cambiare a meno che il buon Dio non faccia un miracolo, qualora questo controllo doveva farsi per forza,ha chiesto che fosse fatta la visita domiciliare. Dal 5 ottobre 2010 non abbiamo ricevuto una lettera, una telefonata, una mail. Il 5 settembre 2011 mi reco all´ufficio postale per riscuotere la pensione,che serve, eccome!! e mi trovo con la pensione sospesa.

Mio padre ha cercato di chiamare gli uffici ma nessuno risponde al telefono, poi tramite un amico impiegato Inps si è scoperto che la pensione era stata sospesa per mancato controllo e che a giorni arriverà una lettera nella quale chiedono il rimborso dei mesi scorsi in quanto percepiti indebitamente, al danno e ai soprusi si aggiunge la beffa.

Giorno 5 settembre scorso mio padre è riuscito a parlare finalmente con un funzionario, chiedendo il motivo della mancata risposta al fax, ed il funzionario ha detto che loro i fax nemmeno li guardano (ma allora perché ci invitano ad inviare i fax?) ed ha anche detto che se non mi avesse portato lui a controllo, loro sarebbero potuto venire a casa fra 6/8 mesi.

Per farla breve stamattina ci siamo alzati presto, mio padre e mia madre non hanno lavorato, siamo andati a Ragusa in un posto zozzo, pieno di sterpaglie e migliaia di cicche per terra. Pur facendo notare la mia condizione fisica ci hanno fatto attendere un´ora in macchina sotto il sole cocente e alle 9,40 è venuto un medico mi ha salutato "ciao" e se ne e´ andato in ufficio con mio padre, ha redatto il verbale ed ha detto sempre a mio padre "speriamo di non chiamarlo più a controllo" ed io intanto non percepisco la pensione. Il sottoscritto vorrebbe qualche risposta in merito a quanto accaduto, e chiede se fossi solo senza l´aiuto dei miei genitori come farei a vivere?».

Il direttore dell’Inps Michele Porrello ha risposto alla nota del signor Donzella specificando nei particolari i contorni della vicenda
«L’Istituto esprime sincera solidarietà al signor Davide Donzella per il suo handicap con cui è costretto a vivere, ma questo non autorizza il genitore ad assumere comportamenti insolenti nei confronti dei funzionari dell’Inps, né irrispettosi delle leggi dello Stato che sottopongono a revisioni periodiche i beneficiari di indennità economiche in questo momento di grande emergenza finanziaria.

La premessa, per evidenziare che alla richiesta di convocazione a visita (dopo 10 anni dalla prima che ha riconosciuto lo stato invalidante, 18/08/2001) appare discutibile che si risponda con un fax illeggibile, esclusa la frase piena di contumelie e «saluti (che certamente non possono essere cordiali)». Anche un dipendente della pubblica amministrazione è portatore degli stessi diritti degli altri cittadini: la dignità al primo posto. E ora i fatti che spiegano nei dettagli il perché il padre del signor Davide Donzella, passa dalla ragione nella sostanza al torto nella forma e merito.

-Punto primo: il signor Donzella, sconosciuto fisicamente all’Inps, è stato ritenuto invalido il 18/8/2001 a seguito della visita effettuata dal MEF (Ministero Economia Finanze).

-Punto due: nell’ottica della revisione nazionale imposta dalle leggi vigenti, al fine di recuperare prestazioni indebite riconosciute a falsi invalidi (non è il caso del pensionato in questione), il signor Davide Donzella, inserito nel piano di verifiche di cui sopra dalla Direzione generale Inps, è stato invitato a produrre documentazione, anche via fax, all’ufficio Sanitario dell’Inps, in via Peppino Arezzi, 2.

-Punto tre: il padre del signor Donzella, anziché inviare fax completamente illeggibili (che si allegano alla presente precisazione) e carichi di livore e di saluti («che non possono essere cordiali») avrebbe potuto tentare un contatto più rapido e cordiale con i sanitari dell’Istituto, ai quali il pensionato è completamene sconosciuto, sia fisicamente che tramite cartelle cliniche (datate 18/8/2001) e inesistenti all’archivio sanitario dell’Inps. Se avesse mandato un certificato medico, o chiesto la visita domiciliare tutto questo non sarebbe accaduto.

-Punto quattro: il padre del signor Donzella non ha tenuto conto dei vari inviti dell’Inps e si è fatto vivo con una lettera pubblica solo dopo che gli è stato comunicato che dal primo di settembre 2011 la pensione invciv del figlio sarebbe stata sospesa.

-Punto cinque: alle 9,40 l’ingresso della sede sanitaria di via Peppino Arezzi beneficia dell’ombra del grande palazzo adiacente a sinistra fino a mezzogiorno. Ma già il signor Donzella, in quanto non deambulante, era stato ammesso fino davanti all’ingresso dell’ufficio, le cui pertinenze e la pulizia del luogo non competono all’Inps ma a un privato. Alle 9,30 il signor Donzella era stato già visitato in via prioritaria rispetto ad altri utenti, e la sua pensione ripristinata in attesa che la procedura amministrativa rimetta in pagamento la mensilità bloccata.

-Punto sesto: si comprende il sensazionalismo dato all’evento, dal punto di vista mediatico rende e anche i commenti dell’opinione pubblica danno, come da copione, addosso all’untore. Strano, però, che a dire e a scrivere queste cose siano gli stessi soggetti che hanno plauidito e plaudono quando l’Inps e gli altri organismi dello Stato: Guardia di Finanza, Polizia, Carabinieri e Ispettorato del lavoro, nel rispetto delle leggi emanate dal Parlamento (non è il caso del signor Donzella, per carità) recuperano pensioni di invalidità a ciechi che guidano le macchine o a portatori di handicap motori che vanno a ballare in discoteca».

Nella foto il direttore dell´Inps di Ragusa Michele Porrello e, nel riquadro, il diversamente abile di Scicli Davide Donzella