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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 890
RAGUSA - 06/09/2011
Attualità - L’ateneo catanese vuole il pagamento di 650mila euro entro quindici giorni

Catania conferma il "No" a Legge ed Agraria a Ragusa

Il Consorzio universaitario ha chiesto un inconro al massimo livello e guarda anche oltre

Catania dice no alla prosecuzione dei corsi di Agraria e giurisprudenza a Ragusa e batte cassa. Sul tavolo del presidente del Consorzio universitario, Enzo Di Raimondo c’è infatti una diffida di pagamento che dovrà essere onorata entro 15 giorni. L´Ateneo, infatti, chiede 650 mila euro, corrispondente alla rata del piano di rientro (relativa all´esercizio finanziario 2011) stabilito con la transazione del 21 giugno 2010 ed il cui termine di pagamento è scaduto il 31 luglio scorso. Nella lettera inviata dal direttore amministrativo Lucio Maggio al presidente Di Raimondo, infatti, si fa presente che «l´Ateneo, non è in condizioni di procedere ulteriormente ad anticipazione di somme tratte dal proprio bilancio».

Secondo il direttore Maggio, il saldo della prima rata dell´anno 2010/2011, per un totale di un milione 450 mila euro, scaduta il 31 ottobre 2010, è intervenuto soltanto per 350 mila euro e solo a luglio scorso. Quanto alla seconda rata, anno 2010/2011, relativa ai corsi di Lingue, con scadenza 30 giugno 2011, il Consorzio avrebbe effettuato tre versamenti a saldo, tra il 22 luglio ed il 19 agosto scorsi, per 750 mila euro.

Se questa è la dura realtà delle cifre cui il Consorzio di Ragusa è inchiodato, sul piano politico si registra una ulteriore iniziativa per scongiurare la chiusura dei due corsi ed il trasferimento «coatto» a Catania. Insieme al Consorzio di Siracusa è stato infatti chiesto un incontro urgente con i prefetti di Ragusa, Giovanna Cagliostro e di Catania, Francesca Cannizzo, nonché con il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e con il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini.

La decisione è stata assunta nel corso del vertice tenutosi nella sede del Consorzio universitario ibleo, cui hanno presenziato, oltre all´intero cda, i deputati regionali Pippo Digiacomo, Carmelo Incardona ed Orazio Ragusa, il deputato nazionale di Siracusa Fabio Granata, il sindaco di Comiso, Giuseppe Alfano, l´assessore Mario Addario ed ancora, i segretari di alcuni partiti politici (tra cui Salvo Zago del Pd, Giuseppe Castilletti del Pid e Iano Gurrieri dell´Api), nonché i vertici di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl ed il presidente del Consorzio universitario di Siracusa, Roberto Meloni.
È stato redatto un documento che esprime la volontà forte e coesa dei due territori di salvaguardare, pur ad esaurimento, i corsi di Agraria e Giurisprudenza, e soprattutto l´intendimento di assicurare un futuro alle facoltà universitarie oggi decentrate, con la istituzione del quarto polo, la cui nascita è stata compromessa dal dietrofront della «Kore» di Enna.

Il deputato siracusano Granata ha anche annunciato di aver già avuto un´interlocuzione con il governatore Lombardo. Al presidente della Regione, oltre che di "intercedere" sugli organismi dirigenti dell´ateneo di Catania, sarà chiesto con forza il disimpegno finanziario che il suo governo continua ad assicurare alla «Kore», dopo la marcia indietro dell´Università privata ennese sul quarto polo e, di contro, la conferma dell´impegno finanziario che la Regione aveva assunto in sede ministeriale la scorsa estate, riguardo al supporto per i prossimi due lustri all´istituendo quarto polo pubblico universitario.

Nino Minardo dal canto suo ha stigmatizzato il comportamento del rettore Antonio Recca perché è venuto meno ai suoi impegni con il territorio e prospetta l’ipotesi di una apertura verso altre università che sono interessate alla presenza in provincia. Nino Minardo non manca poi di punzecchiare il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale che, a parere del parlamentare Pdl, sulla questione è stato in silenzio preferendo occuparsi di questioni lontane dall’interesse specifico del territorio.