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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1073
RAGUSA - 25/01/2008
Attualità - Ragusa - L’emendamento (poi ritirato) che penalizzava Ibla

"L´assessore Colianni nemico
numero uno della provincia"

Il sindaco Nello Dipasquale pretende le scuse Foto Corrierediragusa.it

Chi è il nemico numero uno della provincia di Ragusa? L’assessore regionale agli enti locali Paolo Colianni. Lo afferma senza giri di parole il sindaco del comune capoluogo Nello Dipasquale (nella foto), secondo cui «Colianni porterà con sé questo marchio fino a quando non porgerà le sue scuse ai ragusani, che stavano per essere privati dei fondi destinati alla cosiddetta «Legge su Ibla» proprio a causa di un emendamento piuttosto discutibile presentato da Colianni e poi da egli stesso ritirato.

In ogni caso ? aggiunge Dipasquale ? l’Ars avrebbe bocciato un atto che non stava né in cielo né in terra, creato al solo scopo di tagliare le gambe a Ragusa Ibla che, grazie ai fondi fin qui erogati, ha potuto cambiare in meglio il suo volto urbanistico e architettonico, costituendo adesso il fiore all’occhiello dell’inconfondibile barocco ibleo». Non a caso Ibla è negli ultimi anni rinata, divenendo una meta obbligata della movida ragusana e non solo, con conseguente rifioritura economica e occupazionale. «Grazie alla bella pensata di Colianni ? aggiunge implacabile il sindaco ? la «Legge su Ibla» rischiava di non essere più finanziata perché le risorse economiche della Regione Siciliana sarebbero dovute essere dirottate, sulla base di non meglio precisate valutazioni, per il recupero di altri siti archeologici dell´Unesco.

Un tentativo irresponsabile che ? conclude Dipasquale ? come era auspicabile che accadesse, è stato ritirato per non compromettere le preziose testimonianze dell´arte barocca iblea, dichiarate «patrimonio dell’umanità» dall´Unesco. Sulla vicenda era intervenuto anche l´on Orazio Ragusa che aveva strappato a Colianni il preciso impegno affinché ritirasse incontestato emendamento alla legge di bilancio, che stornava una consistente parte dei fondi previsti dalla legge 61/81 per Ragusa Ibla.

Secondo Ragusa «si è trattato di un atto dovuto nei confronti dell´intera comunità iblea, sia dal punto di vista della strategia di sviluppo del territorio che da quello più strettamente politico. Non si poteva pensare ? ha concluso l’on Ragusa ? di indebolire la crescita di una realtà come quella di Ibla, importantissimo sito Unesco, sede universitaria e, in definitiva, elemento indispensabile per la crescita economico-turistica dell´intera provincia».


LA "MINISTORIA" DEL CONTESTATO EMENDAMENTO

Questo il percorso dell’emendamento regionale, dalla genesi al ritiro, che avrebbe dovuto sancire la distrazione dei fondi destinati alla legge su Ragusa Ibla verso i parchi archeologici siciliani nei siti Unesco. L’atto, di cui dapprima si dubitava addirittura dell’effettiva esistenza, era contrassegnato dal numero 473A ed era stato presentato un paio di settimane fa dall’assessore regionale agli enti locali Paolo Colianni.

Fino all’ultimo momento utile l’emendamento non era ufficialmente stato presentato all’Ars, dove nel frattempo regnava parecchia tensione tra coloro che ritenevano ingiusto svuotare la legge speciale su Ibla dei fondi a disposizione. Tra questi anche i parlamentari regionali che si sono mobilitati per difendere la legge su Ibla ed i relativi finanziamenti da qualsiasi di cancellazione o depotenziamento.

Soddisfazione era stata espressa dall’on Innocenzo Leontini e dal deputato del Partito Democratico Roberto Ammatuna: entrambi avevano bollato come «inammissibile» l’emendamento presentato, e poi ritirato da Colianni.