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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 899
RAGUSA - 31/08/2011
Attualità - Presidio permanente presso gli uffici del Csa e sciopero della fame di tre collaboratori

Monta la protesta nella scuola, precari sul piede di guerra

In provincia di prevedono circa 200 posti in meno tra docenti e personale Ata

Partenza scoppiettante per l’anno scolastico. Le proteste dei precari e del mondo della scuola in generale monta alla luce dei tagli indotti dai tagli agli organici. Il nuovo anno scolastico apre ufficialmente il 1 settembre ma già ieri è stata bagarre all’Ufficio scolastico provinciale. I precari, docenti e personale Ata sono sul piede di guerra perché le possibilità di occupazione o di mantenimento sui posti di lavoro vengono meno. Davanti agli uffici del Csa è stato allestito un presidio formato dal personale Ata e tre collaboratori scolastici, Roberto Aprile, Enzo Figura e Giuseppe Agosta hanno cominciato uno sciopero della fame.

I numeri che provengono dagli uffici sono sconfortanti. In provincia si prevedono 150 unità in meno di personale Ata, tra collaboratori scolastici ed amministrativi, e 50 docenti in meno tra scuola inferiore e superiore. I tagli sono causati dalla riduzione dell’orario scolastico nelle scuole superiori e dai nuovi rapporti tra numero del personale e studenti. Il tutto si tradurrà in un peggioramento della qualità dell’istruzione ed in questo senso Orazio Ragusa,Udc, e Roberto Ammatuna, Pd, hanno fatto appello all’assessore all’Istruzione Mario Centorrino, perché venga valutata la situazione in provincia.

La rabbia dei precari ha scatenato pure le proteste contro i sindacati al momento dell’immissione in ruolo di alcune unità di personale. Sono state contestati i criteri di formazione delle graduatorie e per alcuni momenti è stata alta tensione e contestazione nei confronti dei rappresentanti sindacali negli uffici Csa. I precari hanno bloccato le nomine che sono state rinviate a migliore occasione. E’ intervenuto anche il dirigente Cataldo Dinolfo che ha cercato di riportare tutto alla ragionevolezza ma la rabbia è palpabile e la protesta potrebbe esplodere in questi giorni.