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RAGUSA - 29/08/2011
Attualità - Il settore commercio e quello artigiano si contendono la presidenza dell’ente camerale

Presidenza della Camera di Commercio, eppur si muove

Nel 2006 fu sottoscritto un accordo secondo il quale si prevedeva l’alternanza alla presidenza dei commercianti con Riccardo Roccella, poi gli artigiani con la presidenza di Pippo Tumino, conclusasi anzitempo per la morte improvvisa dell’esponente degli artigiani ed il successivo passaggio a Pippo Cascone, attuale presidente

Si muovono le acque per la presidenza della Camera di Commercio. Il settore commercio e quello artigiano si contendono la presidenza dell’ente camerale e cominciano a tessere le fila grazie anche al ritiro della candidatura di un uomo della Coldiretti che in modo autonomo ha rinunciato a proporsi. Nel 2006 fu sottoscritto un accordo secondo il quale si prevedeva l’alternanza alla presidenza dei commercianti con Riccardo Roccella, poi gli artigiani con la presidenza di Pippo Tumino, conclusasi anzitempo per la morte improvvisa dell’esponente degli artigiani ed il successivo passaggio a Pippo Cascone, attuale presidente. Quest’ultimo non disdegnerebbe restare al timone anche per continuare il lavoro già avviato ma i commercianti hanno fatto sapere di avere un loro uomo; si tratta del presidente provinciale Ascom, Angelo Chessari. Il braccio di ferro è già cominciato e la ricerca del consenso ben avviata.

A favorire questa lotta a due il ritiro della Coldiretti dalla competizione per propria scelta o per quello che Giuseppe Guastella, attuale vicepresidente della Camera di Commercio, che definisce «assurda ed inqualificabile scelta della Coldiretti, un fatto di inaudita gravità», da cui egli stesso proviene. Guastella, che di quell’accordo fu artefice richiama la Coldiretti: «Invece di raccordarsi con le altre organizzazioni agricole, a difesa degli interessi e della dignità degli imprenditori agricoli, Coldiretti si è mossa da sola, mirando a garantire un posto in giunta al proprio direttore, il palermitano Gerardo Forina (e non Lorenzo Cusimano come precedentemente riportato, ndr)».

La "caccia" al posto in giunta dell´attuale direttore di Coldiretti, secondo Guastella, sarebbe stata favorita dalla «non comprensibile complicità di tutti i dirigenti della Coldiretti ragusana (che a suo tempo avevano condiviso e ratificato l´accordo) e dal sorprendente silenzio delle altre organizzazioni agricole della provincia. Questo orientamento perché «mortifica in maniera irriguardosa le oltre diecimila imprese agricole che hanno fatto, nonostante le continue condizioni di crisi, dell´agricoltura e della zootecnia un fiore all´occhiello per l´economia iblea ed un riferimento di straordinario valore a livello regionale, nazionale ed europeo». Guastella è ormai da considerare fuori da ogni "corsa", non facendo parte del nuovo consiglio generale, ma tiene al rispetto dei patti del 2006 «Quell´accordo fu allora motivo di grande orgoglio perché per la prima volta al settore primario veniva riconosciuto un diritto sacrosanto».

Dice Guastella «La rinuncia sarebbe un atteggiamento da irresponsabili: come sottrarsi ad atto dovuto. Si tratta di una scelta che non può passare sotto silenzio e di cui è corretto informare l´opinione pubblica e, in particolare, le categorie interessate».