Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 880
RAGUSA - 24/01/2008
Attualità - Ragusa - Nel mirino la gestione D’Onufrio e la vicenda assunzioni

La Digos sta indagando
sul Consorzio di bonifica

Acquisiti numerosi incartamenti e documentazione varia Foto Corrierediragusa.it

Chi l’avrebbe mai detto che il consorzio di bonifica 8 di Ragusa sarebbe finito addirittura nel mirino della Digos? Certamente non se lo aspettavano i 481 soggetti che compongono l’organico. Quando gli agenti si sono presentati nella sede del consorzio per acquisire documentazione varia, dopo lo stupore iniziale tutti hanno cominciato a farsi un quadro della situazione: la «visita» della Digos era legata alle assunzioni di qualche settimana addietro.

Assunzioni che, come noto, sono state annullate dall’assessore regionale all’agricoltura Giovanni La Via, in quanto effettuate senza il preventivo assenso dell’organo di controllo appositamente istituito dalla Regione per circostanze del genere. Ma questo forse l’ex commissario Gaetano D’Onufrio non lo sapeva. Come magari era a lui ignota la circostanza che chi dirige una struttura, nella fattispecie il consorzio, non può assumere parenti, nella fattispecie il figlio. Meno che mai senza la preventiva autorizzazione dell’organo di controllo.

Da qui l’interessamento della Digos, che sta vagliando in particolare proprio la delibera del 17 novembre 2007 con la quale D’Onufrio aveva assunto alcune persone, tra cui il figlio. Chiaramente, è ravvisabile una macroscopica incompatibilità di fondo tra la delibera e l’organo deliberante, in riferimento all’oggetto. Tutte circostanze ignote a D’Onufrio, diventato peraltro introvabile dopo la rimozione dalla sua carica il 31 dicembre scorso, così come accaduto ai suoi colleghi, nell’ambito della riorganizzazione di tutti i consorzi di bonifica della Sicilia.

Un provvedimento dello stesso La Via per contenere gli esorbitanti costi di queste strutture che, con il passare del tempo, hanno esaurito la loro utilità. Adesso si attende l’esito delle indagini condotte dalla Digos. Per una volta almeno, simili circostanze non sono passate sotto silenzio. Le assunzioni illegittime sono state scoperte e annullate, Con in più gli approfondimenti del caso per accertare l’eventuale malafede e comminare le sanzioni del caso.

Un dato è al momento certo: nessuno al consorzio se l’è sentita di spiegare, fosse solo in parte, i criteri di riferimento per queste assunzioni che, nel complessivo, erano ben 27. Quali posti avrebbero ricoperto i neo assunti? Di quali mansioni si sarebbero occupati? Era necessario implementare l’organico? Perché l’organo di controllo non ne era stato informato? Tutti quesiti al momento senza risposta. Ma saranno certamente le indagini della Digos a fare chiarezza.

Il consorzio di bonifica 8 di Ragusa è quello che, già senza contare le 27 assunzioni annullate, vanta un vero e proprio guinness in negativo: vanta difatti un sovradimensionato per due terzi. In pratica su 481 dipendenti, 350 dei quali a tempo determinato, ben più della metà sono superflui e costosi per la collettività. Un dato evidentemente ignorato dall’ex commissario Gaetano D’Onufrio che, con le quattro deliberazioni di novembre e dicembre scorsi, aveva fin troppo allegramente proceduto alle 27 assunzioni.

Tra i «fortunati», oltre al figlio Luca, assunto con contratto part-time, figuravano anche Paola Castelletti, figlia del segretario cittadino di Ragusa dell’Udc e, dulcis in fundo, la moglie del presidente del consiglio comunale di Ragusa Titì la Rosa. Tutti a carico della Regione e, di riflesso, dei contribuenti. Ma, quel che peggio, tutti erano stati assunti per svolgere non si capisce bene quale mansione, visto che il consorzio vanta già personale in esubero.