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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 912
RAGUSA - 01/08/2011
Attualità - Indebita riscossione per un centinaio di beneficiari

Indagini su bonus primo figlio, mille euro da restituire

La corresponsione del contributo avveniva a mezzo Poste

Sarebbero almeno un centinaio anche nella nostra provincia i soggetti a cui l´Agenzia delle entrate ha contestato l´indebita riscossione del bonus bebé, il contributo di mille euro previsto dalla Finanziaria 2006 (varata il 23 dicembre 2005) per il primo figlio nato nel 2005 e per il secondo o successivi nati nel 2006. In tutto il Paese, invece, su 550 mila nuovi nati nel 2005, sono circa ottomila le famiglie "indagate".

La corresponsione del contributo avveniva a mezzo Poste. Ma previa sottoscrizione di un´autocertificazione che attestasse la percezione di un reddito complessivo familiare non superiore a 50 mila euro. Una dichiarazione che veniva acclusa alla quietanza postale e per la quale non era prevista la mediazione di un professionista o di un Caf. Circostanza che, unita alla sollecitazione aà riscuotere "notificata" direttamente a casa delle famiglie, è sembrato una sorta di invito a nozze, inducendo probabilmente alla "mendace" autocertificazione molti beneficiari.

Così come previsto, però, dallo stesso avviso del bonus bebè, nei mesi scorsi sono state effettuate le verifiche dell´Agenzia delle entrate. E le sezioni territoriali del ministero dell´Economia stanno procedendo in questi giorni a contestare a decine e decine di famiglie, anche nella nostra provincia, l´indebita riscossione del bonus bebé.

Una vera e propria mazzata: entro 30 giorni, infatti, i soggetti devono procedere alla restituzione del bonus tramite versamento alla Tesoreria centrale, consegnare una delle quietanze alla Ragioneria territoriale, ma, soprattutto, così come esplicitato nella lettera di contestazione, saranno anche segnalati alla procura della Repubblica. Ad essere ipotizzati sono l´indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato; truffa ; falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale.

La Finanziaria 2006, altresì, prevede nel caso in cui venga appurata l´indebita percezione del contributo, una sanzione amministrativa di ben 3000 euro, pari al 300 per cento della magnanima elargizione del governo Berlusconi, fondata sull´esigenza di favorire l´incremento demografico, visto l´inarrestabile calo delle nascite!

Oltre al danno (la restituzione del bonus, il rischio del procedimento penale e la possibile dura sanzione) per quasi tutte le famiglie "incriminate" c´è anche la beffa. Basti pensare, infatti, che nella gran parte dei casi, la violazione della previsione normativa rispetto al tetto massimo di 50 mila del reddito familiare complessivo, si è consumata solo per poche centinaia di euro. Molti dei beneficiari nel mirino dell´Agenzia delle entrate e deferiti alla procura, infatti, hanno consumato la... truffa, per aver indicato non il reddito complessivo, ma quello netto; oppure il reddito da lavoro dipendente, ma senza aggiungere nel computo la detrazione per l´abitazione principale; ed ancora, per aver indicato componenti familiari non a carico. Secondo alcune associazioni di consumatori, peraltro, il "reato" , in molti casi, sarebbe prescritto perché decorsi i 5 anni.

Giorgio Antonelli - Gazzetta del Sud


03/08/2011 | 0.49.25
Emanuele

Non escludo neanche io che qualcuno in buona fede sia caduto nella "trappola" della comunicazione poco chiara.

Ma la meschinità di chi, dopo aver già commesso il reato di non pagare le tasse, ha anche la faccia tosta di chiedere le prestazioni sociali legate all´isee ( falso perchè compilato sulla base di un reddito non corrispondente alla realtà) è imperdonabile.


02/08/2011 | 1.51.05
antonelli giorgio

Egregio Emanuele, l´estensore dell´articolo, non ha inteso prendere le difese di nessuno! si è limitato a riportare fatti. Quindi anche le circostanze che, probabilmente, hanno indotto qualche "mammina" a firmare con... nonchalance l´autocertificazione reddituale. A fronte, invero, non di una istanza amministrativa, come erroneamente Lei riporta, ma ad un esplicito invito all´... incasso del primo ministro dell´Italica Repubblica. Con tanto di ufficio postale ben individuato dove incassare!!!!


cordialmente Giorgio Antonelli - Gazzetta del sud.


TRISTE COSTATAZIONE
01/08/2011 | 20.46.45
Emanuele

La norma è chiara e non si presta ad interpretazioni. Sono poche e semplici indicazioni che vanno rispettate, come ad esempio quella del reddito che conoscono pure i bambini: IL REDDITO SI DICHIARA SEMPRE AL LORDO.

I componenti familiari che superano un certo limite di reddito non possono essere messi fiscalmente a carico del coniuge o dei coniugi lavoratori.

La cassetta a mare o in campagna .....fa reddito, non esiste solo quello da lavoro!

Non possiamo puntare il dito sui grossi furbi della politica o della finanza se anche noi abbiamo la stessa mentalità.


Beata igoranza
01/08/2011 | 19.04.34
Fabio

Ma questo sig emanuele chi è.
é dio.
Lui giudica non sapendo neanche di cosa sta parlando.
Sa già le intenzioni di tutti coloro che sono stati coinvolti in questa vicenda. Tutti hanno agito in maniera dolosa, Tutti ladri, tutti farabutti.
Demagogia allo stato puro, mi piacerebbe conoscere questa rarità di purezza mischiata a santità. Lui sa tutto!!!
Bravo, bravissimo, super bravo.
Che si vada a leggere la norma in questione, e poi se la capisce venga a riferire.
Norma al quanto ambigua e libera a facili interpretazioni , soprattutto sul reddico complessivo.
Mia Nonna mi diceva che prima di esprimesi bisogna contare fino a 10, ma a quanto pare a qualcuno non serve neanche contare fino a 1000


01/08/2011 | 18.45.18
valeria

...e per questi disonesti,pagano gli onesti.......che schifo l´italia!!!