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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 926
RAGUSA - 02/08/2011
Attualità - Il rettore dell’Università di Catania smorza le polemiche

Rettore Recca su Agraria e Giurisprudenza: "Tutto deciso"

"La linea dell’ateneo di Catania - prosegue il rettore - è pertanto ormai definita, perseguendo il rigoroso rispetto delle convenzioni" Foto Corrierediragusa.it

"In merito alle polemiche alquanto sterili (in particolare, attivate e tuttora perseguite dalla Cgil di Ragusa) concernenti la sede decentrata di Ragusa con riferimento ai corsi di Giurisprudenza e di Agraria, l’Università di Catania ribadisce che, per quanto la riguarda, la questione decentramento si è ormai conclusa da tempo – esattamente il 6 giugno 2010 – con la firma delle convenzioni tra le parti (l’Università di Catania e i consorzi di Siracusa e di Ragusa)".

E´ la replica piccata del rettore dell´università di Catania Antonino Recca (foto). "Rispettivamente - prosegue Recca - Siracusa risulta sede soltanto della facoltà di Architettura, e Ragusa sede soltanto della facoltà di Lingue. Ferma restando, e si tiene a ribadirlo, l’iniziativa della possibile attivazione del «Quarto polo statale» che l’ateneo di Catania ha per primo proposto e sponsorizzato, e continua a farlo, ritenendo che bisogna ancora puntare proprio sulla nascita del Quarto polo.

La linea dell’ateneo di Catania - prosegue il rettore - è pertanto ormai definita, perseguendo il rigoroso rispetto delle convenzioni già citate. Rispetto per il quale l’ateneo si è battuto al punto tale che, per quanto riguarda la facoltà di Lingue nella sede di Ragusa, ha dovuto subire le proteste dei «catanesi» (in particolare della Cgil e della Flc-Cgil), mentre dalla Cgil di Ragusa emergono sostanzialmente proteste opposte. In fondo, si potrebbe parlare, per quanto concerne la sede iblea, di un accordo contro le diverse posizioni (a Catania e a Ragusa) della stessa rappresentanza sindacale.

Da rettore - conclude Recca - sarò mai costretto a chiedere un intervento del Segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso, per ottenere una linea comune, nel rispetto degli accordi già sottoscritti, da parte delle due sedi provinciali della stessa Cgil"?

QUEL TRASFERIMENTO FORZATO
Gli studenti di Agraria e Giurisprudenza, già da settembre, dovranno trasferirsi a Catania. Non ci sarà, così come forse con eccessiva "solerzia" promesso dai politici, la possibilità di proseguire i corsi di studio in città.
Il diniego all´istanza dei giovani, montata in piena campagna elettorale grazie al comitato spontaneo degli studenti di legge e che le istituzioni iblee avevano raccolto (sono note le polemiche di questi giorni proprio sui tagli operati dalla Provincia ai contributi per il Consorzio universitario, necessari anche per la "sopravvivenza" pur a tempo di Agraria e Giurisprudenza), sarà ufficializzato lunedì dal rettore Antonino Recca, al Consorzio universitario ibleo.

Lo si apprende da fonti dell´ateneo. Ed è bene ricordare che, per la verità, sin dal primo momento della richiesta di differimento della chiusura di Agraria e Giurisprudenza, il rettore si mostrò molto scettico, ad onta dell´ottimismo dei politici iblei, con cui scese anzi in aperta polemica.

Perché non si avrà il prosieguo ad esaurimento dei corsi attivi a Ragusa? Rettore ed organismi dell´Università farebbero leva sulla convenzione siglata un anno fa, che prevedeva dal 2011-2012 la chiusura dei corsi e l´istituzione della sede di Lingue a Ibla, oltre che auspicare la nascita del quarto polo pubblico in Sicilia. Impossibile, altresì, per il rettore, che si è confrontato nelle settimane scorse con rappresentanti politici e vertici consortili iblei, perorare la causa degli studenti di fronte agli organismi dell´Ateneo. E questo perché il Consorzio universitario è, gioco forza, moroso. Non è stata pagata la rata del 30 giugno di 650 mila euro ed il consorzio non potrà onorare puntualmente la scadenza ormai imminente di 750 mila euro del mese in corso.

Tutto ciò perché Comune e Provincia hanno approvato i propri bilanci solo nei giorni scorsi. Ragioni e motivazioni probanti, ma che poco importano al Senato accademico, costretto a fronteggiare i buchi del proprio bilancio universitario che trovano causa anche nei ritardi, se non in veri e propri inadempimenti finanziari, delle istituzioni decentrate.

Giorgio Antonelli - Gazzetta del Sud


30/07/2011 | 19.40.55
exsx

Ma se l´assessore Tumino 2 giorni fa ha dichiarato pubblicamente a Teleiblea che gli impegni con Catania erano stati rispettati... ?