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RAGUSA - 29/07/2011
Attualità - Ad approvare lo strumento finanziario sono stati i 18 consiglieri della maggioranza

Bilancio tecnico o politico? Approvazione tra le polemiche

I sette consiglieri di Pd, Italia dei Valori e Movimento Città hanno detto no alla proposta di bilancio presentata dall’amministrazione

Il bilancio comunale, sia pure a fine luglio, è stato approvato. Il consiglio ha fatto le ore piccole, concludendo i lavori in piena notte, quando l´orologio indicava le tre e mezzo del mattino. Ad approvare lo strumento finanziario sono stati i 18 consiglieri della maggioranza presenti in aula fino a quell´ora; i due consiglieri di Mpa si sono astenuti, mentre i sette di Pd, Italia dei Valori e Movimento Città hanno detto no alla proposta di bilancio presentata dall´amministrazione.

Tutto come previsto, quindi. Anche perché la prima parte dei lavori era stata illuminante sull´esito finale. Restava in dubbio solo la scelta finale dell´Mpa, visto che aveva chiesto al sindaco di accogliere le proprie richieste. «Abbiamo proposto una serie di misure – ha spiegato il capogruppo GIuseppe Lo Destro – che potrebbero evitare nei prossimi anni un ulteriore aumento delle tasse ed abbiamo apprezzato l´apertura dichiarata dal sindaco sulle nostre proposte». Il voto di astensione è stato motivato da Lo Destro con «le condizioni di estrema difficoltà che stanno vivendo gli enti locali a causa dei tagli» che «hanno reso questo bilancio uno strumento tecnico che ha privilegiato la riduzione delle spese». Il voto di astensione, quindi, rappresenta una sorta di stand by in attesa degli eventi.

In assenza di emendamenti da parte del consiglio, l´aula ha esitato quelli presentati dall´amministrazione, che erano, comunque, strettamente tecnici. Un fatto più di contabilità che di politica. Anche perché, a ben guardare, di scelte politiche in questo bilancio non ce ne sono. Considerato che la quasi totalità delle somme era intoccabile, i margini di manovra erano inesistenti. E questi sono stati dedicati ai servizi sociali, che sono stati lasciati immutati rispetto allo scorso anno, nonostante manchino all´appello un paio di milioni di euro, frutto dei tagli decisi dai governi nazionale e regionale. Una scelta politica che è stata apprezzata da tutti, ma che, nei fatti, non muta il giudizio complessivo sul bilancio.

A sintetizzarlo, le parole del consigliere di Italia dei Valori Salvatore Martorana: «Il bilancio non è tecnico, ma politico. Perché è stato totalmente impegnato in campagna elettorale per supportare manifestazioni di ogni genere, tese a portare frutti al sindaco».

A conclusione dei lavori, il presidente del consiglio Pino Di Noia ha voluto ringraziare il sindaco «per essere stato sempre presente», ma anche gli assessori e i consiglieri che, nonostante l´ora tarda, «sono rimasti per approvare lo strumento finanziario». Oltre il presidente del consiglio non va, anche perché il suo ruolo glielo impedisce, ma ci pensa il Partito democratico, per bocca del segretario cittadino Giuseppe Calabrese, a stroncare, ancora una volta, la manovra economica dell´amministrazione: «Un bilancio che taglia ai servizi sociali, alla cultura, allo sport, che aumenta la spazzatura per oltre un milione e trecentomila euro non può essere un bilancio del centrosinistra, ma è un bilancio di chiaro marchio piddiellino».

Calabrese torna, quindi, sull´aumento della Tarsu, per ricordare che «è prassi di questo sindaco aumentare le tasse durante i primi anni di mandato (lo aveva fatto nel 2007-2008 per oltre 14 milioni di euro), eppure le promesse in campagna elettorale erano quelle di non aumentare la pressione fiscale locale». Infine, spiega che «un aumento della Tarsu risulta improponibile, specie se questo sindaco dichiara che la raccolta differenziata inizia ad andare bene e che, se così fosse, di certo dovrebbe produrre risparmi e non aumenti. Ma la verità sta nel fatto che non potendo aumentare per legge né l´ici ,né l´addizzionale Irpef, l´unica tassa aumentabile era la Tarsu, i cui proventi di certo non serviranno solo per la raccolta dei rifiuti, ma per far quadrare l´intero bilancio».

Sotto il profilo politico, Calabrese spiega le ragioni della mancanza di emendamenti: «Tutta l´opposizione ha dimostrato responsabilità, evitando di presentare emendamenti in modo tale da dare a Ragusa un bilancio il prima possibile, così da non lasciare alibi a Dipasquale, viste le carenze amministrative che in città si susseguono. Questo è il bilancio del sindaco Dipasquale, della sua coalizione, compresi gli assessori trasformisti che oggi sono seduti al suo fianco a difendere scelte populiste e demagogiche, dagli stessi osteggiati e contrastati nei cinque anni precedenti» (e il riferimento, neppure tanto velato, è a Sonia Migliore, passata in modo assolutamente indifferente dall´opposizione dura allo scranno assessoriale).

Antonio Ingallina - Gazzetta del Sud