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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 673
RAGUSA - 24/07/2011
Attualità - Dopo le proteste degli studenti sui tagli della Provincia

Nino Minardo sull´università iblea: "Basta polemiche"

"Giudico molto positivamente la sentenza del Tar che chiude ogni questione legata alla facoltà di Lingue e Letterature Straniere, che è e resta in via esclusiva a Ragusa" Foto Corrierediragusa.it

Il deputato nazionale Nino Minardo (foto) interviene sulle polemiche scaturite dai tagli della Provincia all´università iblea e sulla risolta vicenda della permanenza della facoltà di lingue a Ragusa in esclusiva.

"Giudico molto positivamente la sentenza del Tar che chiude ogni questione legata alla facoltà di Lingue e Letterature Straniere, che è e resta in via esclusiva a Ragusa e diventa un punto fermo da cui partire per un posizionamento universitario del nostro territorio sempre più importante e più forte, con la volontà di rafforzare nel tempo l’offerta formativa. Adesso l’obiettivo è quello di concretare i passaggi perché gli studenti già iscritti nelle facoltà di Giurisprudenza ed Agraria, possano completare qui i loro corsi di laurea, senza essere costretti a spostarsi a Catania.

In questo senso - prosegue Minardo - l’incontro di qualche settimana fa, fra i rappresentanti del Miur e dell’Università di Catania con questo specifico tema sul tavolo e che io stesso ho fortemente cercato ed ottenuto, ha sancito i principi cardine perché ciò avvenga: primo fra tutti il fatto che il Consorzio Universitario Ibleo, assolva nei tempi e nei modi corretti ai suoi impegni economici nei confronti dell’ateneo catanese. Per far questo, mancano ancora delle somme che, però, sono già nella disponibilità deliberata dall’ente Provincia tempo fa, quando stanziò i primi 750 mila euro a favore del Consorzio; ancora però, materialmente, ne sono stati liquidati circa 350 mila.

Le polemiche di queste ore, sollevate ad arte sul taglio a soli 400 mila euro dei 750 mila dei fondi previsti per il Consorzio, stabilito nell’ultima seduta del consiglio provinciale e che (ma solo per chi le ha strumentalmente sollevate), determinerebbero l’impossibilità ad assolvere agli impegni economici verso l’Università di Catania - con la conseguenza che gli studenti iscritti adesso in Giurisprudenza ed Agraria a Ragusa, sarebbero costretti a ‘traferirsi’ a Catania - poggiano sul nulla e non sono fotografia reale dello stato delle cose.

I soldi - aggiunge il deputato nazionale - che ancora il Cui deve all’Università ci sono già e sono in quello stanziamento stabilito a suo tempo dalla Provincia e nulla hanno a che vedere con i 400 mila euro stanziati l’altro ieri dal consiglio provinciale. Devono ‘semplicemente’ essere liquidati e dunque dati euro su euro all’Università. Dopo che i nostri doveri saranno assolti, potremo chiedere di tornare a sederci attorno ad un tavolo con il Magnifico Rettore Antonino Recca, con il Miur, e chiedere di proporre al Senato Accademico, forti dell’adempimento di ogni obbligo da parte del Cui, la possibilità che la richiesta di far terminare a Ragusa gli studi ai nostri universitari di Giurisprudenza ed Agraria, abbia buon esito.

Il resto - chiude Minardo - sono solo chiacchiere in libertà e polemiche nulle di valore, che denotano nella migliore delle ipotesi, scarsa conoscenza delle cose, e nella peggiore, visioni forzatamente e falsamente negative".

LE PROTESTE DEGLI STUDENTI
Il Comitato Spontaneo degli Studenti di Giurisprudenza di Ragusa vede minacciato il mantenimento del corso di laurea in legge nel capoluogo ibleo. A dispetto di tutte le rassicurazioni il Consiglio provinciale ha approvato un maxi- emendamento che dai 750 mila euro destinati all’Ateneo di Catania ne sottrae 350 mila euro per destinarli a sagre, spettacoli e manifestazioni sportive.

Alle 23:30 nonostante la folta presenza degli studenti, il Consiglio ha approvato lo storno ipotizzando un rimpinguamento dei fondi a settembre ma non si è però indicato a carico di quale ente. Il rettore Recca dunque dovrebbe accontentarsi soltanto di rassicurazioni verbali. Gli studenti inoltre si sono indignati e sentiti offesi da un consigliere di maggioranza che li ha definiti come una «Claque» e cioè come un «gruppo di fan a pagamento».

Duro il commento del Coordinatore provinciale dei Giovani di Italia dei Valori di Ragusa Michele Minardo: "Durante la seduta del Consiglio Provinciale di Ragusa - dice Minardo - si è consumato un vero e proprio furto ai giovani universitari e ai giovani talenti della nostra provincia.

Malgrado la forte opposizione dei gruppi di minoranza e in modo particolare del gruppo di Italia dei Valori i Consiglieri di centro destra hanno deciso di tagliare all’Università 350 mila euro, stanziando solo 400 mila euro dei 750 promessi, incuranti degli impegni contrattuali assunti.

Tale taglio - dice Minardo - mette in serio pericolo la sopravvivenza dell’Università a Ragusa, nonché la possibilità degli studenti iscritti ai corsi di Laurea di Agraria e Giurisprudenza di completare il loro piano di studi a Ragusa. Riteniamo tale scelta - conclude Minardo - frutto di una politica miope".