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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 1170
RAGUSA - 07/07/2011
Attualità - E’ stato presenti il presidente della Regione Raffaele Lombardo e le autorità della provincia

Ragusa ha salutato Mimì Arezzo, uomo onesto e generoso

Il figlio Michele ha tracciato la figura del padre, "il generale"
Foto CorrierediRagusa.it

Una grande folla ha salutato Mimì Arezzo. All’uscita della chiesa di S. Giuseppe lavoratore la bara è stata sollevata (nella foto) ed un lungo e fragoroso applauso ha accompagnato poi il corteo che si è poi diretto verso il cimitero. E’ stata una cerimonia funebre intensa, sentita da amici, da rappresentanti delle istituzioni, da cittadini che hanno voluto salutare un uomo dai tratti gentili e innamorato della sua città. Un uomo buono, ha detto il parroco Don Salvatore Cannata nella sua omelia.

In prima fila il prefetto di Ragusa Francesca Cannizzo, il colonnello dei Carabinieri, Nicodemo Macrì, il questore Filippo Barboso. C’era anche Raffaele Lombardo che ha voluto essere presente all’ultimo saluto all’amico Mimì; con il presidente della Regione parlamentari ed amministratori di Mpa ma anche sindaci e consiglieri comunali. E’ toccato al figlio Michele ricordare il Mimì privato, «il generale», come lo ha chiamato. Insieme alla sorella Vania ed al fratello Peppe, Michele è stato lieve nelle parole ma profondo riuscendo a tratteggiare la figura del padre.

Raffaele Lombardo non si è potuto esimere da un commento a cerimonia conclusa. «Mimì è stato un uomo generoso, rispettoso, di grande rigore morale; non mi ha chiesto mai niente in tanti anni di conoscenza e frequentazione. Era radicato nella sua terra, nella sua cultura, nella sua città che amava profondamente. Peccato che se ne sia andato, è una grande perdita per tutti».

La morte di Mimì Arezzo


La notizia è arrivata nella notte e si è diffusa subito in città. Domenico Arezzo, 65 anni, per tutti Mimì, Arezzo è morto stanotte dopo una malattia durata due anni.

E’ stata una lunga lotta con il male che aveva aggredito Mimì Arezzo che fino all’ultimo è rimasto sulla breccia e solo ad elezioni avvenute a Ragusa aveva fatto un passo indietro ritirandosi in famiglia assistitito dalla moglie e dai figli Peppe, Michele e Vania.

Mimì Arezzo aveva cercato con tutte le sue forze di resistere al male sottoponendosi a due operazioni, alla terapia e negli ultimi mesi i segni si erano notati sul suo volto e sul suo fisico ma Mimì non ha voluto far pesare la sua condizione alla famiglia ed ai tanti amici.

Mimì Arezzo ha fondato e diretto il «Pungiglione», un giornale satirico, graffiante, acuto, apprezzabile per la sua obiettività nel dispensare lodi e biasimi alla classe politica locale. Prima di darsi alla politica Mimì Arezzo ha coltivato soprattutto la storia e l’arte di Ragusa scrivendo numerosi libri e curando la rubrica «Ragusa da amare» su una tv locale.

Poi l’esordio in politica con il «Movimento città» poi come consulente del sindaco Dipasquale per il centro storico e la cultura, ruolo in cui si è fatto apprezzare. L’ingresso in Mpa gli è valso subito la stima del presidente della Regione Raffaele Lombardo di cui è diventato ottimo amico e referente anche per il ruolo di commissario provinciale di Mpa che Mimì Arezzo ha svolto con dedizione, rigore e passione. Tutte doti di cui era dotato e che amici ed avversari gli riconoscevano insieme a quel naturale aplomb che ne faceva un gentleman prestato alla politica.

Il sindaco Nello Dipasquale ha espresso il suo corodglio e quello a nome della città con queste parole: "Colpisce profondamente l’intera città la perdita di un uomo come Mimì Arezzo che ha dedicato tutta la sua vita con entusiasmo alla sua Ragusa e al territorio ibleo attraverso un’incessante azione culturale e politica, attraverso i suoi scritti e pubblicazioni, la sua passione per la tradizione e per la memoria che lo ha reso artefice di innumerevoli iniziative volte alla promozione ed alla valorizzazione del patrimonio architettonico e culturale di Ragusa.

Un figura umanamente esemplare che, seppur sofferente, porgeva sempre a tutti, con il garbo e la dignità che lo hanno sempre contraddistinto, il sorriso e la piena disponibilità al confronto propositivo e costruttivo. A nome della città che rappresento e degli organi istituzionali del Comune esprimo il più vivo cordoglio alla famiglia di Mimì Arezzo, abbracciando il loro dolore, orfani tutti di una personalità di alto profilo che ha segnato con il suo contributo ed il suo esempio la storia di questa città».

Questo invece il messaggio di Franco Antoci: "E´ un giorno triste per tutta la collettività iblea perché, oltre a perdere un illustre cittadino, essa resterà priva di un personaggio insostituibile per il suo raro ed elevato spessore culturale ed umano, un grande uomo prima ancora che un politico. Una persona, mio amico personale, che ha amato incessantemente e incondizionatamente la sua terra, con tutte le contraddizioni che la rendono unica, valorizzando e promuovendo le tradizioni e i beni immateriali della cultura iblea a trecentosessanta gradi.

Una perdita, quella di Mimì Arezzo, che difficilmente sarà colmata anche perché il grande dolore che ci provoca la dipartita deriva dalla consapevolezza che in Mimì v’era qualcosa che era solo suo, e che va perduto per sempre.»

Il consiglio comunale di Ragusa si riunisce oggi in seduta straordinaria e dedicherà un minuto di raccoglimento a Mimì Arezzo prima di sciogliersi. L´assessore alla Cultura Sonia Migliore ha annunicato che il Museo della Ragusanità, ormai prossimo all´apertura, sarà intitolato ad Arezzo.


un cittadino da amare!!
07/07/2011 | 17.15.40
lucia martedi

un cittadino da amare!! Un esempio per tutti da imitare. Grazie Mimì!


moralità
06/07/2011 | 18.34.32
Nuccio Campisi

Quello che dovrebbe contare per un uomo politico, è la moralità e l´onestà intellettuale; che si schieri a destra sinistra o al centro.MIMI´ AREZZO incarnava tutto questo ed io sono grato al destino che ha fatto in modo che Lo conoscessi personalmente.GRAZIE MIMI´ !


06/07/2011 | 18.34.24
uno qualunque

E´ vero era una persona sicuramente gentile e anche non conoscendomi appena ci siamo incontrati di passaggio in un corridoio, mia ha sorriso e salutato.