Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 989
RAGUSA - 05/07/2011
Attualità - La nuova norma sulla tracciabilità fiscale a discutere il sindacato gioiellieri

Obbligo invio al fisco dati di acquirenti di gioielli non piace

Il presidente dei gioiellieri Buscema perplesso sulla nuova norma: «Viene meno la riservatezza dei nostri clienti, che andranno a cercarla altrove»
Foto CorrierediRagusa.it

Non piace ai gioiellieri l’obbligo di trasmettere al fisco i dati dei clienti per le spese oltre 3.600 euro, entrato in vigore lo scorso 1 luglio. Enzo Buscemi, presidente del sindacato provinciale gioiellieri, manifesta, tra l’altro, la propria preoccupazione per le modalità adottate. «Per le nostre attività imprenditoriali – chiarisce Buscema – si tratta di un argomento decisamente scottante. Stiamo parlando della tracciabilità dei pagamenti con tutte le problematiche che inevitabilmente ne deriveranno. Condivido le riflessioni del presidente nazionale di Federdettaglianti, Giuseppe Aquilino, quando sostiene che chi fa acquisti presso i nostri esercizi commerciali desidera la massima riservatezza, un desiderio che non ha motivazioni di carattere fiscale. Se non la trova da noi, questa riservatezza, andrà a cercarla altrove».

Buscemi condivide la necessità di incrementare i controlli fiscali, però fa delle osservazioni. «Siamo consapevoli della necessità di una sempre maggiore efficacia del fisco e siamo disponibili a fare la nostra parte in tal senso ma, in tutta sincerità, abbiamo grandi difficoltà ad accettare ruoli di controllo che dovrebbero competere esclusivamente alla mano pubblica. All’Agenzia delle Entrate abbiamo manifestato, attraverso Confcommercio, il nostro disagio solo per le carte di pagamento. Dispiace che nonostante i notevoli sforzi compiuti da tutti noi che altri strumenti di pagamento tracciabili quali assegni e bonifici non siano stati compresi. Del resto l’identificazione del cliente avviene, de facto, già quando i pagamenti sono effettuati con assegni, bonifici o quando si acquista con il credito al consumo, per cui sembrerebbe logico non applicare la nuova normativa quantomeno a questi sistemi di pagamento».

Nella foto in alto, Enzo Buscemi e Giuseppe Aquilino


06/07/2011 | 18.48.55
uno qualunque

uno che compra un qualsiasi oggetto di valore superiore alle 3600 Euro deve essere sicuramente un benestante, e se è un contribuente in regola con il fisco, non vedo il motivo di tale preoccupazione. A meno chè a preoccuparsi non sia il gioiellere?