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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1126
RAGUSA - 30/06/2011
Attualità - L’allarme lanciato da Legambiente Sicilia sugli attacchi quotidiani a territorio e monumenti

La Sicilia non si cura dei siti Unesco "Patrimonio Umanità"

C’è il rischio che possano essere cancellati se non si preservano e tutelano come si dovrebbe
Foto CorrierediRagusa.it

Tutti i siti culturali e naturalistici siciliani dichiarati dall´Unesco "Patrimonio dell´Umanità" sono afflitti da situazioni critiche, più o meno gravi, che ne mettono a repentaglio il futuro». Da Siracusa alle Eolie, da Agrigento al Val di Noto c’è rischio di declassamento; lo sostiene Legambiente che non a caso ha scelto per questa sua denuncia il giorno in cui l´Unesco ha proclamato altre decine di siti "Patrimonio dell´Umanità" nel mondo ma non Italia preferendo privilegiare invece l’Oriente.

All Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, Gianfranco Zanna, responsabile Beni culturali di Legambiente Sicilia, Mimmo Fontana, presidente regionale Legambiente Sicilia, e il Circolo Legambiente di Piazza Armerina hanno presentato il dossier «Unesco alla siciliana, i siti in sofferenza della bella Sicilia» alla presenza di Guido Meli, direttore del Parco archeologico Villa del Casale.«L´assalto portato avanti dai vandali, vecchi e nuovi, - afferma Legambiente – è su più fronti, con diversi strumenti e modalità: dall´abusivismo edilizio della Valle dei Templi di Agrigento (nella foto) alle scellerate lottizzazioni di Vulcano e Lipari, due delle Isole Eolie; dall´individuazione nel Prg di nuove zone di edilizia per costruire altri palazzi nell´area archeologica di Siracusa all´assalto speculativo per cancellare il paesaggio del Val di Noto, fino all´abbandono in cui si trova una delle più suggestive ed emozionati tra le nostre tradizioni: l´Opera dei Pupi».

Per il resto nulla o poco più. Anzi, dove si è cercato di costruire un percorso virtuoso e utile a una migliore fruizione e gestione del bene, come nella Valle dei Templi con l’Ente Parco, invece di rafforzare e valorizzare l’esperienza fatta, come dovrebbe avvenire in una regione normale, si pensa invece e ci si impegna a smantellarla e mortificarla. Lo stesso dicasi per il val di Noto dove gli attacchi al paesaggio sono continui come dimostra l’ultimo sequestro di villette nella zona della Villa del Casale a Noto o dove i centri barocchi di Modica e Scicli non riescono a valorizzare a pieno le loro potenzialità per mancanza di fondi con un patrimonio ed un ambiente che rischia seriamente di essere compromesso dall’incuria, dal passare del tempo, dai mancati investimenti.

Legambiente è seriamente preoccupata sullo stato attuale di quelle che sono le nostre eccellenze, i nostri migliori tesori culturali. Tutto il mondo ci guarda e ci richiama a maggiori responsabilità, a fare di più e meglio. Essere riconosciuti «Patrimonio dell’Umanità» deve essere considerato solo l’inizio di un percorso di lavoro, perché quel sito non appartiene più solo ai siciliani ma al mondo intero, e da quel momento noi ne siamo i custodi e i garanti per tutti.