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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 852
RAGUSA - 29/06/2011
Attualità - Il deputato regionale Digiacomo scrive al Presidente della Repubblica

Scatta l´occupazione di Fontanarossa per il Magliocco

Intanto il Pd esprime soddisfazione per l’approvazione del provvedimento legislativo esitato dall’Ars Foto Corrierediragusa.it

Il Partito Democratico ibleo torna a mobilitarsi per l´aeroporto di Comiso ed in particolare a sostegno dell´iniziativa di protesta lanciata dall´on Digiacomo in programma domenica 3 luglio all´aeroscalo di Fontanarossa a Catania. Il segretario provinciale Salvo Zago ha invitato tutti i circoli della provincia di Ragusa a mobilitarsi per partecipare alla manifestazione che mira a sollecitare il ministro Tremonti a firmare il decreto interministeriale che assegna allo Stato i costi dei servizi di controllo del volo giacché le somme approvate dall´Ars per l´aeroporto di Comiso costituiscono una anticipazione per superare la paralisi e non devono certamente essere sostitutive degli oneri di cui lo Stato non può non farsi carico.

«Il Pd ibleo - afferma Salvo Zago - esprime soddisfazione per l´approvazione del provvedimento legislativo esitato dall´Ars. Sono stati così´ mantenuti gli impegni assunti precedentemente e rispettati i tempi che erano stati annunciati. La decurtazione degli impegni finanziari originari non può oscurare l´importante risultato raggiunto per il quale bisogna dare atto al governo regionale di essere stato di parola. A tal proposito non posso non ringraziare il segretario regionale del partito on Giuseppe Lupo, il capogruppo on Antonello Cracolici e i nostri due parlamentari regionali Ammatuna e Digiacomo per il ruolo svolto. Chi dovesse disconoscere il risultato raggiunto autorizza il sospetto che forse si preferiva il non raggiungimento dell´obiettivo per potere gridare allo scandalo contro il governo regionale e il Pd.

«Con la manifestazione di domenica - prosegue il segretario provinciale - vogliamo ancora una volta essere fedeli a quanto abbiamo da sempre affermato sulla vicenda aeroporto e ancora oggi bisogna rimanere vigili e non abbassare la guardia. Si tratta di una iniziativa utile anche perché si è superato ormai ogni limite di tolleranza. Pacificamente quindi saremo all´aeroporto di Catania per evidenziare una situazione diventata davvero insostenibile e che rappresenta una vera provocazione rispetto ai canoni del buon governo e al disagio infrastrutturale con il quale da sempre convive la provincia di Ragusa. L´aeroporto di Comiso è stata una scommessa che per metà abbiamo già vinto ma che per l´altra metà, quella altrettanto importante, occorre combattere, uniti e con tutte le nostre forze.

Per questo auspico che attorno all´iniziativa possa formarsi un fronte comune, una sinergia che vada oltre le barriere politiche e ideologiche per far prevalere l´obiettivo da raggiungere, nell´interesse di questa parte sud-orientale della Sicilia e di tutte le nostre comunità. Il silenzio che finora abbiamo registrato sulla vicenda non fa altro che confermare quello che da tempo andiamo denunciando e cioè l´assoluta volontà di questo governo di non tenere conto delle problematiche del Sud e di non voler puntare ad uno sviluppo che possa ridurre il gap infrastrutturale tra il Sud e il Nord d´Italia. Tutto questo - conclude Zago - ci convince di quanto abbiamo sempre sostenuto, e cioè che ci troviamo ad avere a che fare con il governo più antimeridionalista della storia della nostra Repubblica».

DIGIACOMO SCRIVE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
L´on Pippo Digiacomo ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano relativamente alla vicenda dell´aeroporto di Comiso e all´iniziativA di occupazione dell´aeroporto di Catania domenica 3 luglio prossimo.

Scrive l´on Digiacomo: «Signor Presidente, il nuovo aeroporto di Comiso, ex «Pio La Torre», progettato, costruito e affidato con risorse e procedure europee, già da un anno è completo e rimane ancora chiuso nonostante sia pronta la società di gestione, la So.A.Co., individuata appunto con rigidi meccanismi d´evidenza pubblica, che risulta essere ben capitalizzata (il socio di maggioranza gestisce con successo l´Aeroporto di Catania) e nella posizione geografica e giuridica ideale per costituire il primo sistema aeroportuale del Sud d´Italia. Tutte le compagnie aeree hanno palesato grande interesse commerciale per lo scalo comisano e sono disponibili a portare qui i propri aerei.

L´Aeroporto manca del decreto interministeriale d´affidamento dei servizi di controllo del volo all´Enav, come avviene per decine di aeroporti italiani, compreso Catania, da tempo giacente sulla scrivania del Ministro Tremonti, nonostante i Ministri La Russa e Matteoli abbiano già firmato e nonostante quest´ultimo avesse promesso che in primavera avremmo brindato per l´apertura dello scalo. Quindi – prosegue l´on. Digiacomo nella sua missiva – quaranta milioni di euro di fondi europei per una tra le più attenzionate opere pubbliche realizzate nel Sud, rimangono abbandonati all´obsolescenza e alla polvere, cominciando a delineare un grave danno all´erario pubblico e una possibile azione risarcitoria promossa dalla Comunità Europea e dalla società di gestione che per suo conto ha già investito oltre ventuno milioni di euro.

L´Aeroporto di Comiso è nato da un patto d´onore tra lo Stato italiano e il Comune di Comiso che nel 1999 ospitò oltre 6 mila profughi kosovari nell´ex Base Missilistica dove, negli anni ´80, erano state allocate oltre 100 testate nucleari montate su missili Cruise. Lo Stato non tradisca, come non lo aveva fatto fino a qualche tempo fa, le attese e rispetti gli impegni assunti con la Comunità Europea, con la Regione Sicilia, con il Sud Est siciliano che richiede a gran voce che questo impianto venga aperto e consegnato alle ambizioni di rilancio di questa terra notoriamente bellissima e laboriosa ma storicamente emarginata.

Né pare il caso evocare ristrettezze di carattere economico giacché il costo annuo dei controllori di volo a carico dello Stato sarebbe ampiamente risarcito dalla grande movimentazione economica che avverrebbe nel nostro territorio. Vale infine la pena rimarcare come questa vicenda stia immeritatamente prendendo la piega di uno scandalo europeo. Immeritatamente almeno per noi che l´abbiamo voluta, progettata e costruita. Questa è la ragione – conclude l´on Digiacomo – per la quale domenica occuperemo l´Aeroporto di Catania. Sarà una manifestazione pacifica ma non per questo meno carica di sdegno e di rammarico per un silenzio dello Stato che pure si ricordò di noi nel maggio del 1999, quando migliaia di profughi rischiavano d´essere trucidati dalle milizie serbe di Milosevic, come se ne ricorda adesso quando bisogna affrontare l´ennesima emergenza umanitaria».