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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 430
RAGUSA - 25/06/2011
Attualità - La riunione a Catania tra il rettore, il presidente del Consorzio Universitario ed il Ministero

Per i corsi di Agraria e Giurisprudenza ci vogliono i soldi

Solo se gli enti locali sosterranno la spesa i due corsi potranno continuare
Foto CorrierediRagusa.it

Disponibilità massima ma ci vogliono i soldi. Il completamento del ciclo di studi in città da parte degli studenti iscritti nelle facoltà di Agraria e Giurisprudenza è possibile, ma subordinato alla rigorosa verifica della disponibilità finanziaria per far funzionare i corsi a Ragusa.

Ha avuto esito interlocutorio, ma ha fatto emergere la pregiudiziale di fondo Il confronto informale che il capo della segreteria tecnica del Miur, Giovanni Bocchieri, il presidente del Consorzio universitario ibleo, Enzo Di Raimondo ed il rettore dell´Università di Catania, Antonio Recca, hanno avuto a Catania ha avuto questo esito e le speranze degli studenti di poter completare il proprio ciclo di studi nel capoluogo ibleo è legata alla disponibilità dei fondi che il territorio ibleo deve mettere a disposizione.
Al termine della riunione, infatti, il rappresentante del ministero ed i vertici dell´Università e del Consorzio hanno diramato un documento congiunto in cui si afferma che «la decisione di consentire agli studenti di Agraria e Giurisprudenza di concludere il loro percorso di studi nella sede decentrata di Ragusa, è comunque subordinata alla rigorosa verifica della disponibilità finanziaria da porsi a supporto dei corsi tenuti a Ragusa».
Non a caso, il rettore Recca ha evidenziato come l´ateneo sia stato costretto ad una manovra finanziaria di 15 milioni per fronteggiare i mancati incassi nei confronti delle sedi decentrate.
L´occasione, peraltro, è stata utile per riaffermare la volontà di collaborazione e per valutare positivamente la qualità dell´offerta formativa offerta attualmente nel capoluogo ibleo.