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RAGUSA - 06/06/2011
Attualità - In archivio le celebrazioni del Santo patrono

Dopo mezzanotte San Giorgio in cattedrale con i fuochi d´artificio

Suggestiva la salita e la discesa dalla chiesa delle Anime del Paradiso e l’arrivo nella piazza della cattedrale
Foto CorrierediRagusa.it

Solo dopo la mezzanotte S. Giorgio è rientrato in cattedrale. Salutato da spettacolari fuochi pirotecnici accompagnati da note musicali, la festa del patrono è stata vissuta intensamente fino a notte da migliaia di fedeli che hanno accompagnato il simulacro in lungo ed in largo per tutta Ibla. Suggestiva la salita e la discesa dalla chiesa delle Anime del Paradiso e l’arrivo nella piazza della cattedrale. La processione è stata preceduta dalla solenne funzione religiosa celebrata dal vescovo Mons. Paolo Urso che ha tracciato nella sua omelia la figura e soprattutto messo in risalto l’insegnamento della leggenda legata al santo cavaliere.

All’uscita del simulacro i residenti hanno lanciato dai balconi petali di fiori mentre i portatori hanno cominciato a far «ballare» S. Giorgio così come vuole la tradizione. La processione è andata al di là dei tempi previsti per le tante soste e per la lentezza imposta dai tanti presenti che hanno limitato il fluire del corteo. All’interno della festa la 14ma edizione del premio Ibla e del premio di rappresentanza del presidente della Repubblica. La cerimonia, che avrà un ulteriore momento a Roma l´8 giugno, è slittata ben oltre le 21 quando era prevista in programma. I premi sono andati allo scienziato Carlo Rubbia, al procuratore capo di Palermo Francesco Messineo, al procuratore di Ragusa Carmelo Petralia, a don Beniamino Sacco,al jazzista Francesco Cafiso ed all´archeologo Antonino Di Vita.

La festa del patrono 2011 va dunque in archivio e si è caratterizzata quest’anno per gli appuntamenti religiosi e non che si sono protratti per un settimana. Uno dei momenti che molti ragusani ricorderanno a lungo è stata la presenza del santo cavaliere per un giorno nella cattedrale di S. Giovanni. Un evento che non si verificava dal 2000 e che è stato voluto dalle due comunità religiose per sottolineare l’unità delle due parti della città proprio in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia.