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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 769
RAGUSA - 23/05/2011
Attualità - I dati diramati da Legambiente stridono con quelli resi noti dal comune

La raccolta differenziata a Ragusa? Un mezzo disastro...

Gli ambientalisti non sono affatto contenti e citano emblematicamente il caso di Salerno

Non entusiasmano i primi dati relativi all´estensione della raccolta differenziata in città. I dati diffusi da comune e Legambiente non si... incrociano, piuttosto sembrano cozzare. Il sindaco Nello Dipasquale, infatti, a due settimane dall´estensione del servizio dal centro storico ed Ibla, ad alcuni quartiere residenziali, sino ad un totale di 30 mila abitanti, aveva parlato di un significativo 21% , malgrado una campagna promozionale ed informativa quasi del tutto inesistente. Lacuna, invero, "smentita", neanche dalla stessa amministrazione comunale.

Per Legambiente, invece, nei nuovi quartieri coinvolti nella raccolta domiciliare porta a porta ci si ferma solo al 17%, rispetto al periodo antecedente all´avvio della fase sperimentale. Pur un totale complessivo cittadino del 13,5%, ossia due punti percentuali in più rispetto ai dati di aprile che non inglobavano i nuovi quartieri (per il comune, invece, si era oltre il 14%). Dati, insomma, non solo discordanti, ma anche contradditori che, probabilmente vanno ulteriormente approfonditi, anche alla luce del consolidamento della nuova "cultura" che si impone ai cittadini e della stesa fase sperimentale. Gli ambientalisti, però, non sono affatto contenti e citano emblematicamente il caso di Salerno, città di 150 mila abitanti, dove nel primo mese la raccolta differenziata, nei quartieri coinvolti nel servizio, è stata pari al 75%.

I riscontri della differenziata nei nuovi quartieri interessati, nel capoluogo ibleo, sarebbero altresì, per ammissione della stessa Legambiente, sorprendenti: la plastica, infatti, sarebbe addirittura scesa dell´8,66% tra aprile ed i primi 20 giorni di maggio, così come in flessione sarebbe anche l´umido, passato da 8 kg per abitante al mese, a soli 2,5 chilogrammi. La raccolta d´umido, infatti, è aumentata solo di 10 tonnellate, nonostante il coinvolgimento di altri 22 mila utenti. Dati, insomma, che non convincono.

Gli ambientalisti, però, denunciano anche che il dato dell´umido è inferiore del 30% rispetto ad Ispica che ha solo 15 mila abitanti ed imputano il fallimento, almeno in questa fase, ai grossolani errori nella progettazione e alla mancata consegna dei sacchetti.

Giorgio Antonelli - Gazzetta del Sud