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RAGUSA - 13/05/2011
Attualità - Stroncato da infarto in piazza Verga a Catania

Lutto alla Gazzetta del Sud, è morto Mimmo Calabrò

E’ stato il primo caposervizi del giornale a Ragusa. Poi andò a dirigere la redazione di Catania. Bravo nerista e carattere spigoloso, come i grandi del giornalismo. Firmò due "pezzi" di cronaca in esclusiva che mandarono a ruba il giornale. I funerali si svolgeranno oggi alle 10 a Tremestieri Etneo Foto Corrierediragusa.it

E’ morto Mimmo Calabrò (nella foto), caposervizi alla Gazzetta del Sud della redazione di Catania. Aveva 55 anni ed era padre di due figli. Il popolare giornalista è stato stroncato da un infarto venerdì notte mentre andava via in macchina nei pressi della caserma dei Carabinieri in piazza Verga. Aveva chiuso la redazione e firmato il suo ultimo articolo uscito sulla Gazzetta dal titolo "L´Etna ricopre Fontanarossa di un manto di cenere". Sono stati i militari dell’Arma a prestare i primi soccorsi, ma per Mimmo non c’era più nulla da fare. I funerali oggi alle 10 a Tremestieri Etneo.

Calabrese d´origine, a 18 anni era diventato pubblicista con "Il Secolo d´Italia". In seguito ha collaborato con quotidiani nazionali, come "Il Messaggero" e "La Stampa".

Ha scritto diversi libri come "Il Governo della Destra", "Io, la donna del Padrino", "Giorgio, la mia Fiamma" e "Reggio: dalla rivolta alla riconciliazione".

Domenico Calabrò è stato anche consulente di esponenti politici e capo ufficio stampa della commissione bicamerale d´inchiesta sull´affare Telekom Serbia.

Tra i riconoscimenti conseguiti, il «Cronista dell’anno»; il Premio «Torre d’argento» e il Premio Città di Catania. Ha realizzato numerosi reportage televisivi e prodotto i cortometraggi «Agathae», «La Madonna della Consolazione», «Vincenzo Bellini» e «Dinosauri».

Domenico Calabrò ha firmato il primo numero della Gazzetta a Ragusa, quando aprì sede in via Carducci angolo via Archimede nel dicembre del 1985. Il direttore responsabile del giornale messinese Nino Calarco affidò a lui la direzione del quotidiano in provincia di Ragusa, collaborato da Giancarlo Spadoni, oggi responsabile Rai 3 in Puglia.

Mimmo visse a Ragusa la stagione giornalistica più calda, segnata dalle guerre di mafia nella città di Vittoria che si combatterono tra il 1987 e il 1994 e che lasciarono sul campo decine di morti ammazzati. Mimmò Calabrò, nerista nato, si trovò a suo agio: i suoi pezzi di «nera», lo stile particolare e affabulatorio del racconto, sono stati un modello per le nuove generazioni. Si sparò due pezzi in esclusiva che fecero andare a ruba il giornale: il funerale del boss Turi Gallo di prepotenza in via Cavour, sebbene il divieto dell´ordinanza comunale e una macchina della Polizia sollevata di peso da persone che seguivano il feretro; e il tema imbottito nel panino per un concorso svolto dalla nipote di un assessore. Fu querelato e dopo 10 anni, chiamato in Tribunale, mi chiese se ricordavo qualcosa di quella storia prima dell’archiviazione! Uno dei suoi libri, quello dedicato a donna Assunta Almirante, dal titolo «Giorgio, la mia fiamma» fu presentato proprio a Ragusa nella sala Falcone-Borsellino nel 2004 alla presenza della vedova di Almirante.

Ho avuto l’onore e il piacere di iniziare la collaborazione con la Gazzetta del Sud sotto la sua direzione, prima che arrivassero Angelo Di Natale e Antonio Ingallina, apprendendo l’abbiccì della cronaca nera attraverso i suoi pezzi. Lo sentivo di rado al telefono, ma ogni volta che si parlava della nascita della Gazzetta a Ragusa, ricordare Mimmo era d’obbligo. Con il suo amico personale Cosimo Costa, comandante della Polizia municipale di Vittoria, avevamo pensato di fare una «rimpatriata» a Scoglitti per una cena a base di pesce. L’infarto fulminante che ha colpito Mimmo non ci ha dato il tempo di rivederci, ma non ci impedisce di unirci al dolore della moglie e dei figli e di ricordarlo con grande commozione e le lacrime agli occhi. E´ stato un bravo giornalista e ci mancherà molto. Ciao Mimmo.