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RAGUSA - 14/05/2011
Attualità - Non tutti sono d’accordo

Ricorso al Tar per facoltà lingue e docenti contro

La denuncia è di Paolo Pavia, nella veste di responsabile del dipartimento Università e ricerca dell’Italia dei valori

Non va giù nemmeno ai docenti della facoltà di Lingue il ricorso al Tar presentato dal preside Nunzio Famoso per ottenere l´annullamento del trasferimento della facoltà a Ibla (ma nei fatti, questo corso di laurea venne istituito proprio perché avesse sede nella nostra città). Lo esplicitano i professori Nunzio Zago, Massimo Sturiale e Giuseppe Traina in una lettera allo stesso preside, con la quale gli chiedono di ritirare il ricorso contro l´Università di Catania, denunciando l´illegittimità della delibera del consiglio di facoltà.

«Dopo la prima comprensibile sorpresa e giorni di forti riflessioni – scrivono i tre docenti – riteniamo doveroso segnalare il modo inusuale, oltre che illegittimo, con il quale il consiglio di facoltà di Lingue, deliberando sul manifesto degli studi 2011-2012, ha conferito mandato al preside di adire il giudice amministrativo per chiedere l´annullamento di taluni provvedimenti adottati dall´Ateneo riguardanti, nello specifico, la questione della sede della facoltà di Lingue».

Zago, Sturiale e Traina fanno presente che la decisione di ricorrere al Tar «è stata adottata nell´ambito della trattazione di un argomento che, comsì come denominato, non rendeva consapevoli i componenti del consiglio di facoltà della possibilità, del tutto inusuale, di dover discutere l´ipotesi di proporre ricorso al Tar avverso deliberazioni adottate dal Senato accademico e dal Consiglio d´amministrazione». Alla luce di questo ragionamento, i tre docenti affermano che «la deliberazione assunta dalla facoltà è da ritenersi invalida».

Ma non solo. Si evidenzia anche che «se da un lato la facoltà non può proporre un ricorso per mancanza di rappresentanza all´esterno dell´Ateneo, appare inconcepibile che siffatta azione venga esercitata nei confronti dell´Ateneo, di cui la facoltà è struttura interna».

Quindi, chiedono al preside Famoso, «nelle more di acquisire il parere dell´avvocatura di Ateneo e, per il tramite di essa, dell´Avvocatura dello Stato per confermare l´impossibilità della facoltà a ricorrere in giudizio», di procedere «immediatamente affinché il consiglio di facoltà, con specifico punto all´ordine del giorno, revochi tale delibera, dando, nel contempo, mandato all´avvocato Scuderi di ritirare il ricorso presentato». Al Tar ha fatto ricorso anche il comune di Ragusa per opporsi al ricorso del preside Famoso.

UNA STORIA INGARBUGLIATA
Era storia nota che a Catania non avessero digerito l´allocazione della sede della facoltà di Lingue (nata invero a Ragusa) nel capoluogo ibleo. Ad onta di tutte le rassicurazioni del caso, ivi compresa quella che gli iscritti completeranno il loro corso di studi nella città etnea.

Dapprima il ricorso al Tar del presidente della facoltà, Nunzio Famoso, ora anche un´interrogazione parlamentare. Il tutto mentre i nostri politici stanno in silenzio ed il sogno del quarto polo universitario siciliano sembra giorno dopo giorno svanire nel nulla. Con il rischio, che potrebbe diventare sempre più concreto, che Ragusa si trovi "scippata" anche della sede di Lingue, che darebbe il colpo fatale al futuro dell´Università iblea.

La denuncia è di Paolo Pavia che, nella veste di responsabile del dipartimento Università e ricerca dell´Italia dei valori, segnala che due parlamentari nazionali del Pd, Manuela Ghizzoni e Alessandra Siragusa, entrambe peraltro componenti la VII commissione "Scienza, cultura ed istruzione", hanno presentato un´interrogazione al ministro Mariastella Gelmini con la quale pongono in discussione gli atti compiuti dall´ateneo di Catania e dal rettore Antonino Recca che dovrebbero portare all´istituzione in città dell´unica sede della facoltà di Lingue e letterature straniere dell´Università di Catania.

Secondo Paola Pavia, peraltro, l´interrogazione, incentrata sui disagi logistici degli iscritti che, come accennato sarebbero inesistenti e sulla erronea premessa che la facoltà venne istituita a Catania nel 1999, rassegna «un´evidente affinità con la mano che ha scritto il ricorso al Tar».
Pavia, insomma, paventa una grave congiura contro la decisione assunta dagli organi dirigenti dell´Università e si appella ai politici ragusani, specie quelli del Pd, affinché informino correttamente le colleghe di partito e, di contra, facciano valere nelle aule parlamentari le ragioni dell´università ragusana.

Giorgio Antonelli - Gazzetta del Sud