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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 426
RAGUSA - 28/04/2011
Attualità - Ragusa: fronte unitario di Cgil, Cisl e Uil

Tempo indeterminato per i precari Asp?

La decisione è stata presa nel corso di una riunione tenutasi alla Camera del Lavoro

Vertenza precari Asp Ragusa, linea unitaria delle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil. La decisione è stata presa nel corso di una riunione tenutasi alla Camera del Lavoro di Ragusa a cui hanno partecipato i segretari provinciali delle tre sigle sindacali, rispettivamente Giovanni Avola, Enzo Romeo e Giorgio Bandiera, unitamente ai segretari delle federazioni di categoria della Sanità e del pubblico impiego, Angelo Tabbì per la Cgil, Gianfranco Marino per la Cisl e Franco Rocca per la Uil.

L’incontro, risultato estremamente proficuo, è servito da un lato per verificare l’attuale stato di fatto della fase vertenziale e dall’altro per concordare la predisposizione di una piattaforma comune attraverso la quale si potrà affrontare la complessa problematica direttamente in seno ad un tavolo regionale, così come era stato deciso il 17 dicembre scorso in occasione della visita a Ragusa dell’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo.

Nel dettaglio, con riferimento al futuro da assicurare al personale contrattista, verrà richiesta l’eventuale stabilizzazione a tempo indeterminato. Per quanto riguarda gli Asu, invece, Cgil, Cisl e Uil si dicono d’accordo circa l’attivazione di un contratto minimo di 18 ore settimanali a patto che lo stesso possa contemplare, per il futuro, l’elevazione dell’integrazione oraria attualmente fruita. Per quanto concerne, invece, gli ausiliari, per i quali si punterà a far sì che il rapporto di lavoro part time possa trasformarsi in full time, le tre segreterie hanno convenuto sul fatto che la suddetta istanza possa essere sostenuta nel dettaglio dalle segreterie regionali.

L’altra questione tocca da vicino il personale infermieristico, il cui numero è ormai ridotto al lumicino. Un aspetto che, ovviamente, va a discapito dell’erogazione della migliore assistenza nei confronti dell’utenza. «Resta un dato di fatto – dicono i tre segretari generali, Avola, Romeo e Bandiera – e cioè che l’elemento focale attorno a cui far ruotare il discorso complessivo della stabilizzazione, secondo i criteri da noi individuati, verte sulla rideterminazione della pianta organica.

Attualmente, un decreto assessoriale l’ha fissata in 3 mila 396 unità. Secondo noi, però, non è adeguata e non è funzionale alle esigenze del territorio ragusano. Riteniamo opportuno, altresì, che venga ristabilita la spesa per il personale. Chiederemo che venga incrementata o, in subordine, che non vengano apportati i tagli previsti dall’attuale bilancio regionale».