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RAGUSA - 17/04/2011
Attualità - Ragusa: convegno alla Camera di Commercio con l’assessore Gino Calvo

Fondi Jessica, 100 milioni per 5 settori del centro storico

Bisogna ora costituire una società di trasformazione urbana che potrà accedere ai fondi europei

Progetti per cento milioni di euro per interventi nel centro storico. Sogno o realtà? Non ha avuto dubbi Gino Calvo al convegno tenuto alla Camera di Commercio nel corso del convegno promosso per illustrare il lavoro fin qui portato avanti per cambiare il volto della città storica. Ci sono i fondi Jessica, ma per poter ottenere i finanziamenti è prima necessario costituire un consorzio di trasformazione urbana, a cui spetta il compito di presentare i progetti alla Banca europea per gli investimenti.

La parte vecchia è stata divisa in cinque settori, in ognuno dei quali sono stati programmati interventi. Si tratta di rotonda di via Roma, piazza San Giovanni, l´area limitrofa alla vallata Santa Domenica e alla via Generale Dalla Chiesa, l´ex scalo merci e le aree comprese tra via ing. Migliorisi e viale Sicilia. L´obiettivo è riqualificare come una vera e propria "rigenerazione", termine che implica il concetto di rinascita ed insieme di rivitalizzazione, attraverso interventi che riguardano non solo l´ambiente, ma anche le componenti socio-economiche, a partire dai parcheggi.
L´assessore Gino Calvo ha spiegato che «siamo all´epilogo. Insieme a quanti sostengono l´iniziativa, abbiamo consegnato alla città un´idea progettuale per immaginare Ragusa nel prossimo futuro».

Il prossimo passaggio sarà rappresentato dalla costituzione della Società di trasformazione urbana, che avrà il compito di presentare i progetti per ottenere i finanziamenti e, subito dopo, procedere alla realizzazione. A coordinare il gruppo di lavoro è stato l´architetto Gaetano Manganello per il quale quello raggiunto «è il risultato di un percorso iniziato da due anni, sviluppato attraverso una serie di incontri con i rappresentanti della Banca europea di investimenti per arrivare al più presto alla formazione della Stu».

Nelle cinque aree, ha, infine, chiarito, «sono previsti sia interventi di restauro conservativo che in chiave moderna, nelle aree più degradate dove si può intervenire ricorrendo ai mezzi dell´architettura».