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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 394
RAGUSA - 15/04/2011
Attualità - Ragusa: l’evento possibile grazie alla collaborazione decisiva della Guardia di Finanza

"Il vero ed il falso" in mostra al museo archeologico

Esposti falsi archeologici d’autore sequestrati, tra cui 67 monete e tre oggetti in terracotta.

"Il vero e il falso" è la mostra allestita nel museo archeologico nell´ambito della settimana della cultura.
La Guardia di Finanza, attiva nel recupero di beni trafugati e nel contrasto all´attività dei falsari di opere archeologiche, ha consegnato al museo una serie di pezzi originali, oggetto di un sequestro effettuato nel 1970, composti da uno splendido boccale in bronzo di origine spartana, una statuetta raffigurante Afrodite, 4 colli e 36 frammenti di anfore greche. Si tratta di reperti provenienti da Monte Casasia.

Accanto alla teca di pezzi originali, ai visitatori verrà offerta la possibilità di un confronto con falsi archeologici d´autore sequestrati nello stesso periodo, tra cui 67 monete di varia fattura e tre oggetti in terracotta.
Ieri mattina il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Francesco Fallica ha sottolineato l´impegno congiunto delle forze dell´ordine a tutela dell´arte: «La collaborazione fa la differenza. La contraffazione d´altronde occupa larghissime sezioni delle attività economiche con tecniche sempre più complesse; il nostro obiettivo è non solo tutelare i beni artistici, ma restituirli alla fruizione pubblica».

Presente anche il direttore del museo archeologico, Giovanna Susan, che ha ribadito la necessità di una sede più idonea per il museo: «Si tratta di una piccola mostra, perchè questa struttura non ha grandi spazi, ma che rappresenta la significativa attività svolta dalle forze dell´ordine».
Il soprintendente, Alessandro Ferrara, ha risposto all´appello del direttore del museo archeologico: «L´attuale sede non è adatta ad ospitare un museo ricco di oggetti d´arte unici; per questo abbiamo già bandito la gara di progettazione che mira a collocare il museo archeologico nel convento di Santa Maria del Gesù a Ibla".