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RAGUSA - 12/04/2011
Attualità - Ragusa: lungo discorso della segretaria nazionale Cgil

Susanna Camusso spara a zero su Fini e sul governo

"In Italia per aumentare la crescita non sono necessari i tagli o i calcoli ragioneristici di Tremonti"
Foto CorrierediRagusa.it

Due le parole d’ordine che la segretaria generale della CGIL Susanna Camusso ha lanciato da Ragusa davanti ad una platea stracolma di iscritti e simpatizzanti, rivendicando la piattaforma dello sciopero generale del prossimo 6 maggio: la riforma del fisco e il tema del lavoro inteso come processo di legalità e trasparenza.

La leader della CGIL ha le idee chiare. In Italia per aumentare la crescita non sono necessari i tagli o i calcoli ragioneristici di Tremonti. Basta tassare di poco le rendite, superiori al milione di euro, di quel 10% che in Italia detiene la ricchezza della nazione per muovere la crescita senza intaccare il redito di lavoro dipendente o le pensioni. C’è di mezzo dell’altro. La fortissima evasione fiscale e la corruzione stratificata. Due grandi malattie sociali, drammatiche e nefaste che il governo non riesce a fronteggiare anzi non se ne occupa nemmeno. La crescita non può essere, ribatte la Camusso, il modello Fiat, di cui non si conosce ancora il piano industriale essa si genera rilanciando l’occupazione e con essa la formazione e l’innovazione.

L’Italia è l’unico paese europeo che ha tagliato i fondi per la cultura e per lo sviluppo tecnico a fronte di una crisi economica che gli altri paesi affrontano in modo diverso.

Ma secondo la Camusso bisogna partire dal basso. Da quel diritto allo studio che è strettamente legato allo sviluppo di una scuola pubblica, laica e di grande qualità; ed è qui l’unico settore in cui investire. La Ministra Gelmini, invece, ci regala tagli occupazionali e la sussistenza di un precariato assurdo.

La verità, sostiene la Camusso, è che oggi si costretti dal tempo: « Il nostro tempo è oggi» gridano i giovani in cerca di prima occupazione o chi l’ha persa o vive una condizione di non lavoro, come quello che si fornisce a gratis che lavoro non è, o sottopagato o quello in nero. Oppure nelle rivendicazioni di pari dignità la donna è costretta a gridare il «Se non ora quando». Non si può rimandare la soluzione della questione saltando in avanti le soluzioni da una generazione a un’ altra.

Il futuro è invece oggi e bisogna da subito ripartire per cambiare le condizioni del Paese. In questa provincia, conclude la Camusso, vi è quella infrastrutturale che significa non solo condizioni serie per lo sviluppo ma soprattutto occupazione ed è per questo che bisogna avviare con fermezza quelle rivendicazioni che si richiamano al completamento di opere che sono fondamentali per il rilancio socio economico di questa area che oggi vive un tempo particolare come quelli degli immigrati.

E’ utile un approccio radicalmente diverso su questa questione. I migranti sono una risorsa per questo Paese, solo qualche Ministro ha voluto lanciare l’allarme immaginando esodi epici e chissà quale stravolgimenti presagendo condizioni di pericolo sociale immanente per uso elettorale.

La cultura dell’accoglienza e della solidarietà, che questo governo respinge per evitare coaguli di dissenso alla sua azione politica, è invece la linea su cui attestarsi atteso che è gente disperata che cerca pane, lavoro e libertà.

Nuove povertà, fenomeni di schiavismo e di capolarato sono stati denunciati da Mariella Maggio, segretario generale della CGIL Sicilia parlando di immigrati e immigrazione. La Sicilia vive un tempo complicato con altissimi tassi di disoccupazione, con un Piano per il Sud che non si comprende cosa sia, anche perché non se ne parla più. Eppure a Ragusa la CGIL rilancerà la vertenza infrastrutturale, quella dell’Università che devono diventare centrali nel dibattito politico sindacale.

I lavori sono stati aperti da Giovanni Avola, segretario generale della CGIL di Ragusa, che in sedici cartelle ha fatto un quadro complessivo della situazione politica e sindacale del Paese con un governo perennemente schiacciato sulle vicende giudiziarie del capo del Governo; esecutivo che elude i nodi esistenziali come occupazione, fisco,welfare state, questione giovanile.

La forbice tra Nord e Sud si apre sempre di più con la indici di disoccupazione giovanile altissimi e senza che si intravvedano soluzioni neanche proponibili da una classe politica regionale lenta e farraginosa; ma la crisi del territorio ragusano rispecchia pienamente questa tragica situazione. Senza infrastrutture,con il peso di una crisi che sfalda il mito dell’isola felice è venuto il tempo delle decisioni ed è per tale ragione che la CGIL ha aderito alla marcia lenta di giovedì 14 aprile per la Ragusa Catania e per l’aeroporto Comiso sulle quali si registra la volontà politica, in uno stucchevole gioco al rimpiattino tra governo nazionale e regionale, in un tira a molla delle responsabilità utili solo ad allungare i tempi e l’agonia di un territorio che ha necessariamente bisogno, di autostrade, aeroporto e porto come condizione necessaria per uscire dalla crisi anche e sopratutto occupazionale. Altri fronti di crisi la stabilizzazione dei 500 precari dell’Asp di Ragusa che vede la CGIL unica protagonista della vertenza di alcune questioni che si richiamano alla Rinascita di Vittoria e nel settore agricolo con le condizioni disumane cui sono costretti a vivere molti migranti di questa provincia.

Necessario allora un piano serio del lavoro, un’attenzione forte verso i percorsi formativi legati al mondo delle specializzazioni e quindi al lavoro. E’ necessario un poderoso scatto di orgoglio delle giovani generazioni che hanno il diritto di vivere la loro vita alle stesse condizioni delle generazioni passate rompendo quella logica della divisione e dello scontro che anima l’azione di questo governo.

Lo sciopero generale del 6 maggio sarà indicativo della nuova marcia che la CGIL nel suo complesso intende mettere in campo; con lo spirito giusto e con la determinazione di rimanere dalla parte del giusto e dei lavoratori ogni sfida può essere accettata e vinta.

Negli intermezzi hanno portato le loro testimonianze il segretario della Camera del Lavoro di Vittoria, Peppe Scifo sulla condizione degli immigrati nel vittoriese denunciando abusi e negazioni di elementari diritti, un extracomunitario ben integrato, un giovane studente universitario,un precario della sanità,impiegati della Mac Donal’s.

Susanna Camusso, prima dell’incontro,ha tenuto una conferenza stampa rispondendo a domande dei giornalisti su temi di politica nazionale, nel mentre è arrivata la notizia dell’accordo unitario raggiunto all’Aran per le elezioni delle RSU nel pubblico impiego e nella scuola,regionale e ovviamente provinciale sui temi di cui ampiamente si è parlato nel corso del’assemblea pubblica.

Nella foto Susanna Camusso e il segretario provinciale Cgil Giovanni Avola