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RAGUSA - 08/04/2011
Attualità - L’appuntamento dall’11 al 13 maggio a Modica e Ragusa

Convegno nazionale Caritas sull´immigrazione

La prima giornata si parlerà del Mediterraneo ed il giorno dopo dell’integrazione e l’accompagnamento dei minori. L’ultimo giorno sarà dedicato a Lampedusa.

Il coordinamento nazionale dell’immigrazione delle Caritas di tutta l’Italia si terrà tra la diocesi di Modica e quella di Ragusa dall’11 al 13 maggio. Saranno presenti tutti gli esponenti di spicco della Caritas italiana per parlare delle problematiche inerenti all’immigrazione. E’ la terza volta che la Caritas sceglie la Sicilia dopo Lampedusa due anni fa e Trapani lo scorso anno. La Caritas cittadina non è stata scelta per l’emergenza immigrazione ma per la ricerca quotidiana dell’integrazione e le varie forme con cui questa è favorita. la diocesi di Noto e quella di Ragusa avranno dunque una possibilità eccezionale di guardare a quello che sta accadendo in questi giorni attraverso giornate di testimonianza e riflessione che puntano in avanti lo sguardo.

La prima giornata sarà il tema del Mediterraneo ad essere al centro del dibattito ed il giorno dopo l’integrazione e l’accompagnamento dei minori. L’ultimo giorno sarà dedicato ancora a Lampedusa. Concluderà il convegno Mons. Antonio Staglianò presiedendo a mezzogiorno di venerdì 13 maggio l’eucaristia nella chiesa di S. Pietro.

Dice Maurilio Assenza, direttore della Caritas diocesana di Noto: «Mai come in questa occasione eucaristia, vita, storia si congiungono a dirci come la storia va guardata con gli occhi di Dio, così come abbiamo capito nel Sinodo a partire dal gemellaggio. Ma si rinnova pure la responsabilità a porre nel nostro territorio segni del Regno che viene, come già accade con alcune esperienze nel territorio ospitante come la scuola di italiano per immigrati, il Centro per rifugiati politici Babel, l’inserimento di immigrati nel cantiere educativo Crisci ranni che prendono significativamente la denominazione di «Sentieri di Isaia», una espressione cara a Giorgio La Pira, che pensava il Mediterraneo come il nuovo «lago di Tiberiade» ove far incontrare la fede (Gerusalemme), la cultura (Atene), il diritto (Roma), le relazioni (l’Africa). Espressione che ricorda come il nostro impegno diventa collaborazione al Regno che viene».