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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 664
RAGUSA - 31/03/2011
Attualità - Ragusa: a quasi due mesi dalla remissione in libertà dopo l’arresto

Opererà privatamente a Roma il professore Civello

Il chirurgo era stato sospeso dal servizio per le note vicende giudiziarie
Foto CorrierediRagusa.it

Il professore Ignazio Massimo Civello (foto) comincerà nei prossimi giorni ad operare privatamente a Roma dopo la rescissione del contratto che lo legava in esclusiva all’Asp 7 di Ragusa. Civello avrebbe dovuto operare solo al «Civile» fino al 2013, in base al contratto quinquennale, suscettibile di rinnovo, stipulato con l’Asp.

Ma dopo le ben note vicende giudiziarie scaturite nell’arresto del primario e nella successiva remissione in libertà, lo stesso Civello ha ritenuto opportuno rassegnare le sue dimissioni da primario di chirurgia del «Civile», dopo la sospensione decisa dai vertici aziendali, che avevano affidato in via temporanea l’incarico al professore di Catania Vincenzo Minutolo.

«Il mio assistito – dice l’avvocato Michele Sbezzi – ha ritenuto opportuno slegarsi dal contratto che lo legava in via esclusiva alla pubblica amministrazione, in modo tale da poter essere del tutto libero proseguire la sua attività di medico chirurgo in maniera privata a Roma, città dove al momento si è stabilito». Il professore Civello potrebbe ricominciare ad operare in un suo studio oppure in una clinica privata della capitale. Una cosa è certa, come lo stesso Civello aveva tenuto a ribadire prima di lasciare la provincia iblea: non opererà mai più a Ragusa.

LE DIMISSIONI DI CIVELLO
Il professore Ignazio Massimo Civello non è più il direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia dell’ospedale Civile di Ragusa. Lo stesso Civello ha difatti rassegnato le sue dimissioni da primario dell’ospedale ragusano. Lo comunica l’Asp 7 di Ragusa in una nota.

Civello era stato sospeso dal servizio per le note vicende giudiziarie. Per garantire la necessaria continuità di un settore così delicato come la chirurgia, l’Asp aveva provveduto ad assegnare l’incarico di sostituzione provvisoria al professore Vincenzo Minutolo dell’Università di Catania, incarico già prorogato di altri due mesi.

Preso atto delle dimissioni del professore Civello, l’Asp assicura gli utenti che si procederà a breve alla ridefinizione dell’assetto dirigenziale della struttura complessa di chirurgia del Distretto Ospedaliero Rg 1, al fine di garantire una stabile organizzazione di questo nodo importante della sanità iblea.

Civello era stato arrestato a metà gennaio con l’accusa di concussione, lesioni personali e truffa ai danni del servizio nazionale a seguito di laboriose indagini condotte dai Carabinieri del Nas di Ragusa durate due anni.

Dal 2 al 5 febbraio scorsi i militari, in tutto una decina, avevano acquisito e sequestrato materiale ritenuto importantissimo ai fini dell’indagine condotta nei confronti dell’ex primario Ignazio Massimo Civello, rimesso in libertà su disposizione del gip Claudio Maggioni, che aveva accolto la richiesta dell´avvocato Michele Sbezzi.

Secondo indiscrezioni, nelle circa 800 cartelle sequestrate dai Nas, si configurerebbero altre ipotesi di reato relative a interventi chirurgici eseguiti sia nella struttura pubblica che nello studio privato di Civello. Tra i fascicoli prelevati dai militari, anche quello personale di Civello che racchiude tutti i vari passaggi dal suo trasferimento a Ragusa fino al giorno dell’arresto del 13 gennaio.

La perquisizione e il sequestro degli atti portavano la firma del procuratore capo della Repubblica Carmelo Petralia, il magistrato che aveva chiesto al gip Claudio Maggioni l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del chirurgo, modificata dal gip in arresti domiciliari. A fare scattare questo ulteriore provvedimento giudiziario, i nuovi esposti denuncia, alcuni dei quali anche anonimi, in tutto una decina, effettuati da pazienti che hanno subito interventi chirurgici da parte del professore modicano. Il personale dell’Asp e dell’ospedale Civile aveva fornito la massima collaborazione ai carabinieri.