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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 781
RAGUSA - 21/03/2011
Attualità - Ragusa: ennesimo vertice sul futuro dei corsi universitari iblei

Tutti al capezzale dell´università: troppe parole, pochi fatti

Alla luce dei decreti e delle disposizioni emanati dal Miur e dell’atto di transazione e transizione sottoscritto con l’Università di Catania il 21 giugno scorso

Tutti al capezzale dell’Università. Il presidente facente funzioni del Consorzio, Gianni Battaglia, ha convocato per oggi i soci fondatori dell’organismo, il sindaco Nello Dipasquale, il presidente della Provincia, Franco Antoci, insieme a Carmelo Arezzo, presidente dell´Alui; ci sarà anche il capo della segreteria tecnica del Miur, Gianni Bocchieri cui Battaglia chiederà lumi per mantenere a Ragusa alcune facoltà. C’è infatti il reale rischio chiusura anche per Agraria e Giurisprudenza e ci sono forti dubbi per il mantenimento di Scienze Politiche a Modica.

L’incontro è dunque importante per fare il punto sul futuro dell´Università a Ragusa, alla luce dei decreti e delle disposizioni emanati dal Miur e dell´atto di transazione e transizione sottoscritto con l´Università di Catania il 21 giugno scorso. Spiega Gianni Battaglia: «Il capitolo più rilevante è la nascita del quarto polo.

Il decreto di riforma non ha soppresso il divieto di istituire nuovi atenei, prevedendo piuttosto la fusione e trasformazione delle università esistenti o la trasformazione di università private in pubbliche. Quest´ultima previsione fa ben capire come sia fondamentale che la Kore di Enna rientri in gioco. Se Enna non vuole il quarto polo, due sono le ipotesi: o si modifica il decreto Gelmini o si "impone" a Enna il rispetto dei patti. Da un lato, occorre che il ministero eserciti le due doverose "pressioni" e che la Regione tenga fede all´impegno di erogare i fondi per i prossimi nove anni solo alle Università pubbliche. Senza i fondi regionali, la Kore "privata" non avrebbe futuro».

Ragusa è comunque in difficoltà e dovrà chiedere innanzitutto una moratoria per il prossimo anno in attesa di capire come evolverà la questione quarto polo. Dice ancora il presidente Battaglia: «Occorre semplicemente prorogare di un anno i termini dell´accordo del giugno scorso. Facile a dirsi, ma occorrerà mediare con Catania.

Devo intanto dare atto al rettore di aver confermato, ad onta del pesante ostracismo di studenti e docenti, l´accordo che prevede la sede esclusiva di Lingue nel capoluogo, nel caso in cui nascesse il quarto polo autonomo. Ricordo che Catania, in tal caso, non potrebbe istituire nuove facoltà, ma un semplice corso a indirizzo linguistico in seno alla facoltà di Lettere.

Che, per l´ appunto, non porterebbe al conseguimento di una laurea in Lingue, ma in Lettere; per quanto riguarda la convenzione con Messina per Modica è intendimento del Consorzio salvare il corso di Scienze politiche che, nascendo il quarto polo, potrebbe costituire la seconda facoltà iblea, con possibile trasferimento nel capoluogo». A dar man forte a Gianni Battaglia è il segretario provinciale della Cgil, Giovanni Avola che ha chiesto all’assessore regionale alla P.I. Mario Centorrino di convocare al più presto una conferenza di servizio tra i rappresentanti della Kore di Enna, di Siracusa e di Ragusa.

Dice Giovanni Avola: « La creazione del quarto polo universitario siciliano sarà possibile solo se la "Kore" di Enna, ateneo privato e sostenuto anche con cospicui fondi pubblici, ritornerà sui suoi passi per decidere di riavviare il percorso che, inopinatamente, ha abbandonato con Siracusa e Ragusa, nonostante l´8 giugno del 2010 abbia sottoscritto al ministero un´intesa per l´istituzione del quarto polo con due facoltà a Ragusa e Siracusa e quattro a Enna».