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RAGUSA - 17/03/2011
Attualità - Ragusa: appuntamenti in tutta la provincia

Festeggiati in provincia 150 anni di unità: buon compleanno, Italia!

Da Torino a Venezia, da Bolzano a Napoli fino alla Sicilia la penisola si ritrova più solidale e vicina
Foto CorrierediRagusa.it

Auguri Italia per i tuoi 150 anni. Da Torino a Venezia, da Bolzano a Napoli fino alla Sicilia la penisola si ritrova più solidale e vicina. Unita dal tricolore che sventola su balconi e finestre su edifici pubblici e agli angoli delle strade. Unita da una lingua comune e soprattutto da una storia che attraversa il Risorgimento, passa per le due guerre, arriva all’Italia del miracolo,al 68’ e fino a quella leghista.

Fa male agli italiani assistere e vedere chi si allontana per la festa e preferisce rifugiarsi tra le valli; è ancora l’Italia delle piccole patrie ma nessuno ne sente oggi il bisogno. I 150 anni servano ad unire nelle diversità dei costumi, delle tradizioni, dei dialetti, in una identità comune che tutti gli italiani rivendicano e di cui sono orgogliosi. E’ un girono di festa, una festa che qualcuno non voleva, che qualcuno non onorerà ma che è nel cuore di tutti gli italiani. Di quelli che lavorano ogni giorno per sbarcare il lunario, per chi lavora al made in Italy, per chi studia per affermare la cultura dei grandi italiani.

Per i siciliani, comunque la pensi Raffaele Lombardo, l’Italia è un forte legame, in alcuni casi è stata un ancora di salvataggio nei momenti difficili, ma anche un Paese cui tanti siciliani, dalla letteratura all’economia, hanno dato tanto. I 150 anni servano a riaffermare una identità, a ripartire, ad andare avanti insieme ed alla classe dirigente serva a riflettere perché l’idea dell’unità si rafforzi per non affondare nei piccoli egoismi, nel federalismo di facciata che sa tanto di rivendicazioni localistiche, molto poco unitarie e molto settarie.

IL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
La nostra Comunità Provinciale in modo semplice, ma solenne vuole celebrale il 150° anniversario dell’Italia unita in questo luogo simbolo dell’Istituzione, quale è il Consiglio Provinciale.

È una celebrazione sentita, come sentito è l’attaccamento ai valori ed ai simboli che caratterizzano questo storico avvenimento. L’Unità nazionale è stata voluta fortemente dai nostri padri che l’hanno conquistata con grandi sacrifici e con tanto eroismo, lasciandoci in eredità una Nazione che è punto di riferimento anche in questo mondo globalizzato e frammentato.

La storia del Risorgimento è approdata alla fatidica data del 17 marzo 1861 ed è idealmente continuata, dopo la parentesi del fascismo, fino alla Resistenza ed alla nascita della Repubblica.

Repubblica che è una ed indivisibile, basata su una Costituzione che molti ci invidiano e che, all’art.12, riconosce il tricolore italiano come bandiera della Repubblica.

Questo deve valere per tutti, notizie come quelle apprese fino ad oggi di rappresentanti istituzionali che si rifiutano di cantare l’inno nazionale e di ricordare l’unità italiana, non solo ci feriscono, ma ci fanno affermare, così come ha ricordato il Presidente Napolitano, che la nostra unità forse non è ancora del tutto compiuta.

Lo sarà veramente e tutti dobbiamo convintamente lavorare per questo, quando sarà superato il grande divario nello sviluppo economico, sociale, civile e infrastrutturale del Paese, quando ai nostri giovani saranno assicurate pari opportunità per il loro avvenire.

L’Italia, è sempre il Presidente Napolitano a dirlo, ha bisogno di più unità, di una più forte coscienza unitaria, di un maggiore consolidamento nell’affrontare le sfide che la società di oggi ci pone dinnanzi. Il pluralismo, le autonomie, anche il sano federalismo sono una ricchezza solo se si collocano con convinzione all’interno dell’Unità della Nazione.

Una unità che non è solo istituzionale e politica, ma deve essere culturale e basata sulla solidarietà, con un rinnovato spirito di coesione sociale.

L’Italia è una Nazione che ha ancora grandi potenzialità da mettere a frutto che si potranno veramente sviluppare solo se ci sarà, da parte di tutti, realismo e solidarietà. La Costituzione, nata nel segno della Unità, ha messo insieme energie di segno politico molto diverso, ma tutti hanno cercato i punti di unione e non di disgregazione. Questa celebrazione dei 150 anni dell’Unità Nazionale deve essere per tutti noi un messaggio forte circa la necessità, attorno alle cose che veramente contano, di unire gli sforzi per dare al nostro Paese rinnovate possibilità di crescita e di progresso.

Ed è un messaggio che va rivolto specialmente ai giovani affinché, anche con il nostro aiuto e la nostra testimonianza, recuperino ideali, valori e simboli di una Unità Nazionale e di una Patria quanto mai attuali. Anche il Presidente Napolitano, rivolgendosi ai giovani dice: «Giovani, dateci una mano, fate catena, trasmettete tra i vostri coetanei, nelle scuole e nelle Università, nei luoghi d’incontro, il messaggio dell’Unità Nazionale e dell’identità italiana». Ed allora con spirito giovane, senza retorica, con semplicità, ma con fermezza riaffermiamo il nostro credere nella Unità della Nazione Italiana, il nostro lottare contro ogni forma di disgregazione, il nostro impegnarci a costruire per noi e per i nostri figli una patria sempre libera, più progredita e più solidale; riassumiamo questo nostro impegno gridando insieme, come i nostri Padri: Viva l’Italia!

L´INNO DI MAMELI IN CONSIGLIO PROVINCIALE
L’inno nazionale di Mameli ha aperto la seduta consiliare di ieri dedicata alla celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Un momento istituzionale solenne per ribadire i valori dell’Unità del Paese in un momento di forte crisi economica e di decadimento dei valori socio-culturali che ha permesso al Consiglio Provinciale nelle sue diverse componenti politiche di riflettere sui temi della Nazione e dei principi costituzionali che hanno ispirato la Repubblica Italiana.

Ad apertura dei lavori il presidente del Consiglio Provinciale Giovanni Occhipinti si è soffermato sui valori della celebrazione dell’Unità d’Italia e sul senso di Patria che gli Italiani hanno nel proprio Dna. «Con questa seduta celebrativa del consiglio provinciale – ha detto Occhipinti – vogliamo rendere profonda la proiezione tra i cittadini della ricorrenza dei 150° anni dell’Unità d’Italia affinché si riveli un’occasione di rafforzamento della comune consapevolezza delle responsabilità di chi è chiamato a governare ai vari livelli».

Successivamente è intervenuto il presidente della Provincia Franco Antoci che ha parlato di «una celebrazione sentita, come sentito è l’attaccamento ai valori ed ai simboli che caratterizzano questo storico avvenimento».

«L’Unità nazionale è stata voluta fortemente dai nostri padri – ha aggiunto Antoci - che l’hanno conquistata con grandi sacrifici e con tanto eroismo, lasciandoci in eredità una Nazione che è punto di riferimento anche in questo mondo globalizzato e frammentato. Questa celebrazione dei 150 anni dell’Unità Nazionale deve essere per tutti noi un messaggio forte circa la necessità, attorno alle cose che veramente contano, di unire gli sforzi per dare al nostro Paese rinnovate possibilità di crescita e di progresso».

Nei successivi interventi i consiglieri provinciali, in rappresentanza dei vari gruppi consiliari, Venera Padua (Pd), Ficili (Udc), Raffaele Schembari (Gruppo Misto), Sebastiano Failla (Forza del Sud), Enzo Pelligra (Fli), Pietro Barrera (Mpa), Giovanni Iacono (IdV), Giuseppe Mustile (Sel) e Silvio Galizia (Pdl) hanno sottolineato il valore della nascita dello Stato Unitario che ha consentito all’Italia di compiere un decisivo avanzamento storico e di consolidare l’amore di Patria».